Lussemburgo, il diritto all'aborto entra in Costituzione con un ampio voto parlamentare

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Il Parlamento del Lussemburgo ha approvato in via definitiva l’inserimento della libertà di abortire nella Costituzione. Il Granducato diventa così il secondo Paese al mondo dopo la Francia a riconoscere questo diritto nella propria carta fondamentale.

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Il Lussemburgo ha modificato la propria Costituzione inserendo esplicitamente la libertà di ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza. Dopo un primo via libera arrivato nei mesi scorsi, la Camera ha approvato in via definitiva l’emendamento costituzionale, rendendo il Granducato il secondo Stato al mondo, dopo la Francia, a sancire questo diritto nella legge fondamentale del Paese.

La riforma era stata proposta nel 2024 da Marc Baum, esponente del partito della Sinistra (Déi Lénk). Al momento del voto finale, il testo ha ottenuto un ampio consenso parlamentare con 51 voti favorevoli, 6 contrari e 2 astensioni. Baum ha definito l’approvazione una giornata storica per il Paese.

Nel corso del dibattito sono emerse posizioni differenti tra le forze politiche. Laurent Zeimet, capogruppo del Partito Popolare Cristiano Sociale (CSV), ha ricordato che ai parlamentari della sua formazione è stata lasciata piena libertà di voto. Taina Bofferding, alla guida del gruppo parlamentare del Partito Operaio Socialista Lussemburghese (LSAP), ha invece descritto la modifica costituzionale come un segnale chiaro rivolto sia ai legislatori sia alla società.

Tra i contrari si è distinto Fred Keup, leader del Partito Riformista di Alternativa Democratica (ADR), che ha giudicato la riforma non necessaria e ha sostenuto la priorità di misure più incisive a sostegno delle famiglie. Critiche sono arrivate anche da Gérard Schockmel del Partito Democratico (DP), secondo il quale l’emendamento non offrirebbe una tutela assoluta perché le modalità di accesso all’aborto continuano a dipendere dalla legislazione ordinaria.

Di parere opposto Sam Tanson del Partito Verde (Déi Gréng), che ha accolto positivamente il risultato sostenendo che la modifica costituzionale rappresenterà una garanzia per le generazioni future.

Il nuovo articolo stabilisce che “la libertà di ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza è garantita” e precisa che la legge definirà le condizioni per l’esercizio di tale diritto. Attualmente in Lussemburgo l’aborto è consentito entro i primi tre mesi di gravidanza e può essere praticato anche successivamente nei casi di gravi anomalie fetali o quando vi siano rischi per la vita della madre.

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