Nordio sul patentino antifascista, nuova polemica su Più Libri Più Liberi
Carlo Nordio interviene sul caso del patentino antifascista per Più Libri Più Liberi e richiama il Codice penale firmato da Mussolini, dopo l’attacco di Giorgia Meloni e la replica della Fiera, che annuncia un approfondimento.
Carlo Nordio è intervenuto nella polemica sul cosiddetto patentino antifascista richiesto agli editori che parteciperanno a Più Libri Più Liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria in programma a Roma a dicembre. Il ministro della Giustizia ha richiamato il Codice penale, ricordando che il testo ancora in vigore reca la firma di Benito Mussolini.
Le parole del Guardasigilli sono arrivate dopo l’intervento di Giorgia Meloni, che aveva definito la richiesta agli espositori una forma di censura. La presidente del Consiglio aveva criticato l’obbligo di sottoscrivere una dichiarazione di adesione ai principi democratici e costituzionali, sostenendo che una simile condizione limiterebbe la libertà di pensiero delle case editrici.
La posizione della premier ha acceso lo scontro politico attorno alla fiera romana. Secondo Meloni, la battaglia antifascista verrebbe usata per escludere idee non riconducibili alla sinistra. Nordio ha aggiunto un ulteriore elemento alla discussione, sostenendo che chi ha promosso l’iniziativa forse ignora la storia del principale testo normativo della giustizia penale italiana.
Gli organizzatori di Più Libri Più Liberi hanno respinto l’accusa di censura. In una nota hanno spiegato che la dichiarazione richiesta ai partecipanti riguarda la condivisione di principi costituzionali, democratici e inderogabili, senza riferimenti a partiti o schieramenti politici.
La Fiera della Piccola e Media Editoria ha espresso rammarico per il dibattito nato dopo l’intervento della presidente del Consiglio. Gli organizzatori hanno annunciato un nuovo approfondimento sulla decisione, motivandolo con il rispetto istituzionale dovuto alla discussione pubblica che si è aperta.
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