Studentessa in coma da 18 mesi bocciata a Battipaglia, il padre contesta la decisione della scuola

Notizia in breve

Una studentessa di 17 anni in coma da 18 mesi è stata dichiarata non classificata e quindi bocciata per assenza di valutazioni. Il padre contesta la decisione dell’istituto e chiede l’annullamento del provvedimento.

Salerno
Studentessa in coma da 18 mesi bocciata a Battipaglia, il padre contesta la decisione della scuola
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Una ragazza di 17 anni iscritta all’istituto superiore Enzo Ferrari di Battipaglia, Salerno, non è stata ammessa alla classe successiva dopo gli scrutini di fine anno. La studentessa, però, non è rimasta lontana da scuola per scelta: dal dicembre 2024 si trova in coma a causa di una grave patologia cerebrale che le ha impedito di frequentare le lezioni per l’intero anno scolastico.

Il consiglio di classe ha deciso di attribuirle lo status di “non classificata”, ritenendo impossibile esprimere una valutazione in assenza di elementi utili per giudicarne il percorso scolastico. La conseguenza è stata la mancata promozione.

La decisione ha provocato la dura reazione del padre della giovane, che ha inviato una diffida all’istituto chiedendo di annullare immediatamente l’esito dello scrutinio. Secondo il genitore, il provvedimento rappresenta un atto offensivo nei confronti della figlia e della situazione che la famiglia sta affrontando da oltre un anno e mezzo.

La vicenda assume contorni ancora più delicati se si considera quanto accaduto l’anno precedente. Nonostante le numerose assenze dovute al peggioramento delle condizioni di salute, la studentessa era stata infatti ammessa alla classe successiva grazie alle valutazioni già disponibili nel corso dell’anno.

Il dirigente scolastico Luca Mattiocco ha difeso la scelta adottata dal consiglio di classe, spiegando che la situazione attuale è diversa rispetto a quella dello scorso anno. In precedenza esistevano voti e giudizi sufficienti per consentire una valutazione complessiva, mentre nell’anno scolastico appena concluso non sarebbero stati raccolti elementi utili per formulare un giudizio.

Il preside ha inoltre ricordato le iniziative con cui l’istituto ha manifestato vicinanza alla studentessa e alla sua famiglia durante questo lungo periodo. Tra queste, un momento pubblico organizzato dalla scuola e la visita di un’insegnante presso l’abitazione della ragazza.

Alla base della decisione c’è quanto previsto dalla normativa scolastica. L’articolo 14 del Dpr 122 del 2009 stabilisce che gli studenti delle scuole superiori debbano frequentare almeno il 75% del monte ore annuale per poter essere ammessi alla classe successiva o agli esami.

La legge consente deroghe per situazioni eccezionali e documentate, comprese le gravi condizioni di salute. Tuttavia tali eccezioni possono essere applicate soltanto se le assenze non impediscono ai docenti di esprimere una valutazione complessiva dello studente. Nel caso della diciassettenne, l’assenza totale dalle attività scolastiche e dalle verifiche durante l’intero anno avrebbe impedito ai professori di disporre degli elementi necessari per assegnare una valutazione finale.

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