Guerre nel mondo, il 2025 segna il record dal 1946 con 65 conflitti armati e 245mila morti
Le guerre nel mondo raggiungono un record storico nel 2025 con 65 conflitti armati e circa 245.000 morti, il dato più alto dalla fine della Seconda guerra mondiale e uno dei bilanci più pesanti dell’era post Guerra Fredda.
Il 2025 entra negli archivi come l’anno con il numero più elevato di guerre tra Stati dalla fine della Seconda guerra mondiale. Secondo l’ultimo rapporto del Peace Research Institute di Oslo (PRIO), basato sui dati dell’Uppsala Conflict Data Program, nel corso dell’anno sono stati registrati 65 conflitti armati, il livello più alto mai rilevato dal 1946.
Le vittime legate direttamente ai combattimenti hanno raggiunto quota 245.000, in netto aumento rispetto alle circa 188.000 dell’anno precedente. Si tratta del terzo anno più sanguinoso dalla conclusione della Guerra Fredda. A incidere maggiormente sul bilancio sono stati la guerra tra Russia e Ucraina, gli scontri che coinvolgono Israele e Gaza, le operazioni militari contro l’Iran e il conflitto in Sudan.
Il rapporto evidenzia anche una conseguenza che riguarda da vicino l’Europa. Il continente è diventato infatti il principale importatore di armamenti a livello globale, assorbendo il 33% delle importazioni mondiali. Un dato che non si registrava dai decenni più tesi della Guerra Fredda.
In diversi Paesi sono scoppiati più conflitti contemporaneamente. Myanmar e Pakistan hanno registrato cinque guerre ciascuno, mentre Afghanistan, Camerun, Mali, Nigeria e Israele sono stati interessati da più fronti di combattimento nello stesso periodo. La media globale è salita a 1,9 conflitti per ogni Stato coinvolto.
Gli analisti sottolineano che non si tratta di un fenomeno improvviso. Dal 2013 in poi ogni anno ha fatto segnare livelli di violenza superiori a quelli osservati nel periodo successivo alla Guerra Fredda. Per questo il PRIO parla di una nuova soglia permanente della violenza internazionale, destinata a mantenersi elevata anche nei prossimi anni.
Tra i 65 conflitti censiti, tredici hanno superato la soglia delle mille vittime. L’elenco comprende Burkina Faso, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, Haiti, Iran-Israele-Stati Uniti, Gaza, Mali, Myanmar, Nigeria, Pakistan, Russia-Ucraina, Somalia e Sudan.
La guerra tra Russia e Ucraina resta quella con il numero più alto di vittime. Tra il 2022 e il 2025 avrebbe provocato circa 370.000 morti in combattimento, il dato più elevato registrato per un singolo conflitto dalla fine degli anni Ottanta.
L’Africa continua a rappresentare una delle aree più colpite. Nel giro di poco più di un decennio i conflitti presenti nel continente sono passati da 15 a 29. L’aumento è dovuto soprattutto alla presenza di più guerre all’interno degli stessi Stati e all’intensificazione degli scontri in Paesi come Etiopia, Sudan e Repubblica Democratica del Congo.
Anche il Medio Oriente ha raggiunto un primato negativo con 13 conflitti attivi, il numero più alto dal 1946. In Asia si è registrato il livello più elevato dal 1994, alimentato anche dalle tensioni tra India e Pakistan. Nelle Americhe il totale dei conflitti è rimasto fermo a due, in Colombia e Haiti, ma proprio quest’ultima ha visto un forte aggravamento della situazione: le vittime sono passate da circa 200 nel 2024 a oltre 1.200 nel 2025, mentre il Paese continua a fare i conti con il collasso delle istituzioni e l’espansione delle organizzazioni criminali armate.
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