Delitto di Garlasco, perché i fazzoletti trovati nella cucina dei Poggi non furono analizzati
Chiara Poggi fu uccisa a Garlasco e alcuni fazzoletti trovati nella cucina non vennero mai analizzati. L’ex comandante del Ris Luciano Garofano spiega che furono esclusi perché le tecniche disponibili all’epoca non avrebbero fornito elementi utili.
Tra gli oggetti presenti nella villetta di Garlasco il giorno dell’omicidio di Chiara Poggi c’erano anche alcuni fazzoletti usati lasciati sul tavolo della cucina. Quei reperti non furono mai sottoposti ad analisi e, a distanza di anni, il motivo è stato chiarito da Luciano Garofano, ex comandante del Ris che partecipò alle prime attività investigative sul caso.
Intervenendo durante una trasmissione televisiva, Garofano ha spiegato che la scelta di non esaminare quei fazzoletti non fu dovuta a una dimenticanza. Gli investigatori dell’epoca erano concentrati sulla ricerca di eventuali tracce di sangue appartenenti alla vittima o all’aggressore e, secondo quanto riferito dall’ex ufficiale, le tecnologie disponibili allora non avrebbero consentito di ottenere risultati ritenuti utili dall’analisi di quel materiale.
Questo non significa che sui fazzoletti non potessero essere presenti elementi riconducibili all’assassino. Tuttavia, proprio per le limitazioni tecniche esistenti in quel periodo, quei reperti vennero esclusi dagli approfondimenti investigativi e non furono mai esaminati.
Garofano è tornato recentemente a parlare del caso anche attraverso alcune immagini realizzate dai Ris subito dopo il delitto. Le fotografie, diffuse nei giorni scorsi, mostrano gli ambienti della casa prima e dopo l’utilizzo del luminol, il reagente impiegato per individuare tracce non visibili a occhio nudo.
Secondo la lettura proposta dall’ex comandante, quelle immagini mostrerebbero un percorso compatibile con il passaggio dell’assassino all’interno del bagno della villetta. Nella cucina, invece, non emergerebbero impronte di scarpe analoghe a quelle rilevate nell’altro ambiente.
Garofano sostiene che la documentazione fotografica raccolta durante gli accertamenti permetta di ricostruire con maggiore precisione gli spostamenti dell’autore dell’omicidio all’interno dell’abitazione. A suo giudizio, i rilievi effettuati indicano che l’assassino si sarebbe lavato nel bagno e non nella cucina della casa dei Poggi.
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