Mamma e figlia avvelenate a Pietracatella, trovate piante di ricino mentre si restringe il cerchio dei sospetti
Le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita registrano nuovi sviluppi. A Pietracatella sono state trovate piante di ricino, possibile fonte del veleno usato nel duplice omicidio, mentre testimonianze e analisi restringono il campo dei sospetti.
A quasi sei mesi dalla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, il caso che ha sconvolto Pietracatella continua a essere al centro delle indagini della procura. Le due donne sarebbero state uccise con la ricina nei giorni immediatamente precedenti al Natale scorso e, nonostante l'assenza di indagati, gli investigatori ritengono di essere vicini a una svolta.
Uno degli elementi più recenti riguarda il ritrovamento di alcune piante di ricino nelle campagne vicine al paese molisano. La scoperta potrebbe aiutare a chiarire un aspetto rimasto finora senza risposta, ovvero la provenienza del veleno che avrebbe causato la morte di madre e figlia.
Nel frattempo proseguono gli interrogatori delle persone che conoscevano le vittime. Martedì 10 giugno è stata ascoltata un'amica di famiglia mai sentita in precedenza dagli inquirenti. Le sue dichiarazioni si aggiungono a quelle raccolte negli ultimi giorni da altri conoscenti, che avrebbero descritto una realtà familiare segnata da contrasti e rapporti difficili.
Dalle testimonianze emergerebbero infatti tensioni e dissapori tra alcuni componenti della famiglia, elementi che gli investigatori stanno approfondendo per comprendere se possano avere avuto un ruolo nella vicenda. Il quadro che si sta delineando appare diverso dall'immagine di famiglia unita raccontata nei mesi successivi alla tragedia.
Nuovi riscontri sarebbero arrivati anche dalle analisi effettuate sui dispositivi elettronici appartenuti alle due donne. Gli accertamenti tecnici, uniti alle testimonianze raccolte, stanno contribuendo a circoscrivere il numero delle persone finite sotto osservazione.
Al momento i sospetti continuano a concentrarsi su quattro soggetti, ma gli investigatori non escludono che il gruppo possa ridursi ulteriormente nelle prossime settimane, fino all'eventuale iscrizione dei primi nomi nel registro degli indagati.
Tra gli appuntamenti investigativi più attesi c'è l'audizione di Laura Di Vita, cugina di Gianni Di Vita. Resta invece da decidere se effettuare un nuovo sopralluogo nell'abitazione di Pietracatella, ancora sotto sequestro a oltre cinque mesi dalla morte delle due donne.
Attesi entro circa venti giorni anche i risultati definitivi delle autopsie. Dopo diverse proroghe, gli esami medico-legali potrebbero fornire ulteriori elementi utili per ricostruire con precisione le circostanze del duplice omicidio.
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