Giorgia Meloni e le immagini fake online, proposta l'etichetta obbligatoria per i contenuti IA
Giorgia Meloni chiede regole più rigide sull’intelligenza artificiale e cita una sua immagine falsa diffusa online. La premier propone l’obbligo di indicare chiaramente quando un contenuto è stato generato con l’IA.
L’intelligenza artificiale rappresenta una delle sfide più delicate dell’epoca attuale. Lo ha affermato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervenendo nel giorno in cui il Consiglio dei ministri è stato chiamato ad approvare i decreti attuativi legati alla normativa sull’IA.
Nel corso del suo intervento all’assemblea generale di Confcommercio, la premier ha richiamato l’attenzione sul rischio crescente di confondere realtà e contenuti manipolati. Per spiegare il problema ha ricordato una fotografia falsa che la ritraeva in lingerie, immagine realizzata artificialmente e poi diffusa sul web.
Secondo Meloni, in situazioni simili dovrebbe essere immediatamente visibile un avviso che indichi l’origine artificiale del contenuto. Ha spiegato che, se una fotografia generata dall’IA venisse presentata come autentica senza alcuna segnalazione, si creerebbe un serio problema di informazione e di percezione pubblica.
La presidente del Consiglio ha ricordato che l’Italia ha avanzato una proposta in ambito internazionale per introdurre l’obbligo di una dicitura chiara e riconoscibile sui materiali prodotti attraverso sistemi di intelligenza artificiale. L’obiettivo è consentire agli utenti di distinguere con facilità ciò che è reale da ciò che è stato creato digitalmente.
Il tema riguarda non soltanto le immagini false, ma più in generale il rapporto tra tecnologia, informazione e fiducia nelle notizie. Con strumenti sempre più sofisticati, ha osservato la premier, identificare il vero e il falso rischia di diventare un compito sempre più complesso.
Meloni ha poi affrontato il possibile impatto dell’IA sul lavoro. Pur definendola una tecnologia dalle enormi potenzialità, ha evidenziato le incognite legate agli effetti sull’occupazione. A differenza delle rivoluzioni tecnologiche del passato, questa volta potrebbero essere coinvolte soprattutto le attività intellettuali.
La presidente del Consiglio ha avvertito che l’automazione di molte mansioni potrebbe ridurre il numero di persone necessarie in diversi settori produttivi, con il rischio di una maggiore concentrazione della ricchezza. Per questo motivo, ha sostenuto, la gestione dell’intelligenza artificiale non può essere affrontata soltanto dai singoli Stati, ma richiede regole condivise e un coordinamento internazionale.
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