Surfista morso da uno squalo in Australia, si salva reagendo mentre viene trascinato sott'acqua
Il surfista uruguaiano Alejo Santiñaque è sopravvissuto all’attacco di uno squalo in Australia reagendo subito dopo il morso. Colpito al piede e trascinato sott’acqua, è riuscito a liberarsi e a raggiungere la riva.
Momenti di terrore per il giovane surfista uruguaiano Alejo Santiñaque, che durante una sessione tra le onde in Australia è stato attaccato da uno squalo. L’episodio è avvenuto a Red Cliff e si è concluso senza conseguenze fatali grazie alla rapidità con cui il ventenne ha reagito nei primi istanti dopo il morso.
Il ragazzo ha raccontato l’accaduto attraverso i propri canali social. Mentre si trovava in acqua con la tavola da surf, ha avvertito una forte trazione improvvisa al piede. Solo in quel momento ha capito di essere stato afferrato da uno squalo. L’animale, ancora collegato alla tavola attraverso il leash, lo ha trascinato sott’acqua per alcuni istanti.
Con pochissimo tempo a disposizione, Santiñaque ha scelto di reagire immediatamente. Ha iniziato a colpire con forza l’animale nel tentativo di costringerlo a lasciare la presa. Uno dei calci ha raggiunto il muso dello squalo, che ha mollato il piede del surfista permettendogli di liberarsi.
La fuga però non era ancora conclusa. Dopo aver perso la tavola durante la colluttazione, il giovane ha dovuto nuotare fino alla spiaggia temendo che lo squalo potesse tornare. Una volta raggiunta la riva, gli amici presenti hanno prestato i primi soccorsi applicando rapidamente un laccio emostatico per contenere l’emorragia in attesa dei sanitari.
Trasportato in ospedale, il ventenne è stato sottoposto a un intervento chirurgico. I medici hanno riscontrato la rottura del tendine d’Achille e la lacerazione di un muscolo, ma il morso non ha interessato le arterie principali, evitando conseguenze molto più gravi.
Secondo il surfista, la chiave della sopravvivenza è stata la capacità di mantenere il controllo della situazione. Durante tutta la sequenza, dal momento dell’attacco fino al ritorno a riva, ha cercato di concentrarsi esclusivamente sulle azioni necessarie per salvarsi, senza lasciarsi sopraffare dalla paura.
Nonostante quanto accaduto, Santiñaque non attribuisce alcuna colpa allo squalo. Ha spiegato di considerare l’oceano l’habitat naturale di questi animali e di ritenere che l’uomo sia un ospite nel loro ambiente. Per questo motivo continua a vedere gli squali come una componente essenziale dell’ecosistema marino e non come creature aggressive per natura.
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