Bordighera, la zia chiede l'affido delle sorelle di Beatrice mentre il padre vuole darle il suo cognome

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Beatrice, morta a 2 anni a Bordighera, potrebbe prendere il cognome del padre mentre la zia chiede l’affido delle sorelle. La famiglia paterna si dice all’oscuro delle presunte violenze e sollecita accuse più gravi per gli indagati.

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Bordighera, la zia chiede l'affido delle sorelle di Beatrice mentre il padre vuole darle il suo cognome
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Nuovi sviluppi nel caso della piccola Beatrice, la bambina di due anni morta a febbraio a Bordighera. Mentre la madre e il compagno Emanuel Iannuzzi restano in carcere con l’accusa di aver provocato il decesso della bimba in seguito a un grave trauma cranico, la famiglia paterna ha deciso di intervenire pubblicamente sulla vicenda.

Il padre della bambina, Maurizio R., detenuto per fatti estranei all’ambito familiare, ha avviato le pratiche per far attribuire alla figlia il proprio cognome. Alla nascita, infatti, Beatrice era stata registrata con quello della madre perché l’uomo si trovava già in carcere. Secondo quanto riferito dal suo legale Fabio Scaffidi Fonti, la possibilità è attualmente al vaglio.

Nel frattempo Sonia, zia paterna della piccola, ha presentato una richiesta formale per ottenere l’affidamento delle due sorelle maggiori, oggi ospitate in una struttura protetta. La donna sostiene di essersi già attivata per accoglierle nella propria abitazione, predisponendo spazi dedicati e organizzando quella che potrebbe diventare la loro nuova quotidianità.

La richiesta arriva mentre gli investigatori continuano ad approfondire il quadro familiare. La Procura sta verificando anche eventuali responsabilità o omissioni da parte dei nonni materni, dopo alcune dichiarazioni attribuite alla sorella maggiore della vittima che avrebbe riferito della presenza di lividi sul corpo della bambina.

La zia respinge inoltre le accuse di scarso interesse rivolte alla famiglia paterna. Secondo il suo racconto, i rapporti con le nipoti si sarebbero interrotti nell’agosto del 2025 per decisione della madre delle bambine. Da quel momento, sostiene, ogni contatto sarebbe stato impedito, comprese le telefonate. L’unico legame rimasto sarebbe stato quello relativo al mantenimento economico delle figlie, gestito dal nonno paterno.

«Non sentivo più le bambine da mesi e non avevo modo di contattarle», ha spiegato la donna, aggiungendo che la madre avrebbe bloccato ogni forma di comunicazione con i parenti dell’ex compagno.

Dal carcere di Sanremo, il padre di Beatrice ha espresso dolore per quanto accaduto e incredulità nei confronti della donna che aveva conosciuto in passato. Attraverso il suo avvocato ha chiesto che venga fatta piena luce sulla morte della figlia e che la giustizia proceda rapidamente.

La difesa dell’uomo punta inoltre a una modifica dell’attuale contestazione penale. Oggi gli indagati rispondono di omicidio preterintenzionale, ma il padre della bambina ritiene che gli elementi raccolti possano giustificare l’ipotesi di omicidio con dolo eventuale, sostenendo che le presunte condotte violente sarebbero state ripetute nel tempo. Un eventuale cambiamento dell’accusa potrebbe incidere in modo significativo sul futuro processo e sulle possibili pene previste dalla legge.

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