Accoltellata 19 volte dal fratello, ora teme il suo ritorno in libertà dopo la fine della pena
Una donna sopravvissuta a 19 coltellate racconta l’aggressione subita dal fratello con gravi disturbi psichiatrici. Dopo la fine della pena e del percorso in Rems, teme un suo possibile ritorno in libertà e chiede più sostegno alle famiglie.
Per sette anni ha scelto di non parlare pubblicamente di quanto accaduto. Oggi Francesca Rizzello, 43 anni, rompe il silenzio e ripercorre uno degli episodi più drammatici della sua vita. Il 23 aprile 2019 fu vittima di un violento tentativo di omicidio da parte del fratello, affetto da gravi disturbi psichiatrici. Colpita con 19 coltellate, riuscì a sopravvivere dopo un lungo ricovero tra la vita e la morte.
La donna porta ancora sul corpo i segni dell’aggressione. Più difficili da cancellare restano però le conseguenze psicologiche di quella giornata. Dopo essere stata soccorsa in condizioni gravissime, andò in arresto cardiaco, finì in coma e trascorse diverse settimane nel reparto di Rianimazione. I medici temettero di non riuscire a salvarla.
La decisione di raccontare la sua esperienza nasce anche dalla preoccupazione per il futuro. Il fratello ha completato il periodo trascorso tra carcere e Rems, la struttura sanitaria destinata alle persone autrici di reato con problemi psichiatrici, e potrebbe tornare libero. Una prospettiva che alimenta le sue paure.
Secondo il racconto di Francesca, i problemi di salute mentale dell’uomo erano comparsi molti anni prima e si erano aggravati progressivamente. Disturbi psicotici, episodi paranoici, schizofrenia e bipolarismo avrebbero modificato profondamente il suo comportamento, rendendolo sempre più instabile e aggressivo.
La famiglia, spiega la donna, aveva più volte segnalato ai servizi sanitari il peggioramento delle sue condizioni. Nei giorni precedenti all’aggressione, minacce e atteggiamenti inquietanti avevano spinto i parenti a rivolgersi ripetutamente al Centro di Salute Mentale. Francesca sostiene che quelle richieste di intervento non ricevettero risposte adeguate rispetto alla gravità della situazione.
La mattina del 23 aprile 2019 si consumò la tragedia. Entrata nell’abitazione della madre, la donna venne improvvisamente assalita. Le prime coltellate la raggiunsero alla testa. Inizialmente pensò a un cedimento improvviso, poi si rese conto di essere stata colpita dal fratello. Il ricordo di quei momenti continua ancora oggi a perseguitarla.
Dopo averla lasciata gravemente ferita, l’uomo si presentò ai carabinieri e confessò l’aggressione. Per Francesca iniziò un lungo percorso fatto di interventi, cure mediche e riabilitazione, necessario per recuperare le funzioni compromesse dalle ferite.
Pur convivendo con il timore che quanto accaduto possa avere nuove conseguenze sulla sua vita, la donna non rinnega il rapporto familiare. Ribadisce però che chi soffre di patologie psichiatriche gravi deve poter contare su percorsi di assistenza efficaci e continui. Il suo appello è rivolto alle istituzioni affinché le famiglie coinvolte in situazioni simili non vengano lasciate ad affrontarle da sole.
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