Irene Ghergo racconta Belve e Non è la Rai, dai capelli ricci di Ambra alla nascita del programma
Irene Ghergo racconta la nascita di Belve e alcuni retroscena della tv italiana. L’autrice rivela di aver suggerito il titolo del programma a Francesca Fagnani e di aver contribuito a creare l’immagine iconica di Ambra Angiolini a Non è la Rai.
Irene Ghergo, tra le autrici più influenti della televisione italiana, ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della sua lunga carriera in un’intervista nella quale ha svelato episodi poco conosciuti legati a programmi e personaggi che hanno segnato il piccolo schermo.
Tra i ricordi più curiosi c’è quello sulla nascita di Belve. Ghergo ha raccontato di aver suggerito personalmente il nome del programma durante una conversazione telefonica con Francesca Fagnani, invitandola a puntare su un format diverso da quelli tradizionali. Un’intuizione che negli anni si è trasformata in uno dei programmi di interviste più seguiti della televisione italiana.
Il suo percorso professionale è legato a doppio filo a Gianni Boncompagni, con il quale ha collaborato per oltre vent’anni. Dalla Rai alle reti Fininvest, il sodalizio ha portato alla nascita di trasmissioni che hanno lasciato il segno nella cultura popolare, tra cui Non è la Rai, fenomeno televisivo degli anni Novanta.
Proprio parlando di quel programma, l’autrice ha ricordato le difficoltà nella gestione di un cast composto da ragazze molto giovani. Le partecipanti, ha spiegato, arrivavano spesso in studio con abiti e trucco considerati eccessivi, costringendo la produzione a intervenire frequentemente prima delle registrazioni.
Tra le protagoniste di quella stagione televisiva c’era Ambra Angiolini. Ghergo ha rivelato di aver avuto un ruolo decisivo nella costruzione della sua immagine pubblica. Nonostante Ambra preferisse portare i capelli lisci, fu convinta a mantenerli ricci. Anche l’abbigliamento che la rese riconoscibile al grande pubblico nacque da una precisa scelta stilistica: cravatta, gilet e kilt, elementi diventati negli anni un tratto distintivo della giovane conduttrice.
L’autrice è tornata anche sulle critiche che accompagnarono il successo di Non è la Rai. Riguardo alle accuse rivolte alla trasmissione, ha difeso Boncompagni, descrivendolo come una figura affascinata dal mondo adolescenziale ma sempre rispettosa nei rapporti professionali con le ragazze coinvolte nel programma.
La carriera di Irene Ghergo è stata caratterizzata anche da incontri con alcune delle personalità più note della cultura italiana. Cresciuta in un ambiente legato al mondo dello spettacolo grazie al padre Arturo Ghergo, celebre fotografo delle dive, ha frequentato fin da giovane artisti e intellettuali come Alberto Moravia, Federico Fellini e Luchino Visconti.
Non sono mancati gli episodi legati agli imprevisti televisivi. Tra questi, la prima puntata di Pronto, Raffaella, quando un telespettatore rivolse un insulto a Raffaella Carrà durante la diretta. Ghergo ha ricordato anche programmi che non ottennero il successo sperato, come Crociera con Nancy Brilli, chiuso dopo una sola puntata.
Nel corso degli anni l’autrice si è trovata spesso a gestire tensioni e situazioni impreviste dietro le quinte. Tra queste, una celebre discussione che coinvolse Totò Cutugno durante Domenica In, risolta grazie a un espediente ideato dalla stessa Ghergo per riportare la calma tra i protagonisti della vicenda.
Attraverso aneddoti, intuizioni e retroscena, Irene Ghergo ha ripercorso una carriera che ha attraversato alcune delle pagine più note della televisione italiana, contribuendo alla nascita di programmi, personaggi e linguaggi rimasti nell’immaginario collettivo.
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