Pierre-Edouard Sterin e l'eredità ai figli, il fondatore di Smartbox chiede una riforma della legge
Il fondatore di Smartbox Pierre-Edouard Sterin chiede alla Francia di cambiare le regole sulle successioni per poter destinare il suo patrimonio alla beneficenza. La legge gli impone di lasciare gran parte dell’eredità ai cinque figli.
Il miliardario francese Pierre-Edouard Sterin, fondatore di Smartbox e titolare di un patrimonio stimato in circa 1,4 miliardi di euro, ha chiesto al Senato francese di modificare la normativa sulle successioni. L’imprenditore, 52 anni, vorrebbe infatti avere la possibilità di non lasciare alcuna eredità ai suoi cinque figli e destinare l’intero patrimonio a iniziative benefiche.
La richiesta è stata avanzata durante un’audizione con i parlamentari francesi, alla quale Sterin è intervenuto in collegamento video dal Belgio, Paese in cui risiede. Secondo quanto dichiarato dall’imprenditore, ogni persona dovrebbe essere libera di decidere come distribuire i propri beni dopo la morte, senza vincoli imposti dalla legge.
L’ostacolo è rappresentato dall’attuale sistema successorio francese, che deriva dai principi introdotti dal Codice Napoleonico del 1804. La normativa tutela gli eredi diretti attraverso la cosiddetta successione necessaria, garantendo ai figli una quota del patrimonio che non può essere eliminata nemmeno tramite testamento.
Nel caso di Sterin, la legge prevede che tre quarti della ricchezza accumulata siano destinati obbligatoriamente ai figli. La parte restante può invece essere assegnata liberamente dal testatore.
Il meccanismo è stato introdotto per evitare che gli eredi vengano privati dei mezzi economici necessari al proprio sostentamento. Tuttavia, per chi desidera devolvere l’intero patrimonio ad attività filantropiche o ad altre finalità, il sistema lascia margini di manovra molto limitati.
Anche in Italia esiste una disciplina simile. Il Codice Civile stabilisce che una parte dell’eredità sia riservata ai cosiddetti legittimari, cioè coniuge, figli e, in alcuni casi, ascendenti. Solo la quota disponibile può essere destinata liberamente dal testatore.
Quando il defunto lascia due o più figli e non vi è il coniuge, almeno due terzi del patrimonio spettano obbligatoriamente alla prole, da dividere in parti uguali. Se il figlio è uno soltanto, la quota minima garantita corrisponde alla metà dei beni ereditari.
L’esclusione di un figlio dalla successione è possibile soltanto in circostanze eccezionali. La legge prevede infatti l’istituto dell’indegnità a succedere, applicabile in presenza di comportamenti particolarmente gravi come l’omicidio o il tentato omicidio del genitore, accuse false particolarmente pesanti oppure la falsificazione del testamento.
Situazioni come rapporti familiari interrotti da anni, conflitti personali o comportamenti ritenuti ingrati non sono sufficienti per privare un figlio della quota di eredità prevista dalla legge. Anche nel sistema italiano, quindi, un genitore non può decidere liberamente di escludere i propri figli dalla successione.
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