Bergamo, madre arrestata per tortura sui figli dopo anni di segnalazioni archiviate

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I quattro figli hanno denunciato anni di presunti maltrattamenti a Bergamo e la madre è stata arrestata con l'accusa di tortura. In passato diverse segnalazioni e indagini erano state archiviate dopo valutazioni che non avevano rilevato criticità familiari.

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Una donna di 38 anni si trova in carcere con l'accusa di aver sottoposto i suoi quattro figli a gravi maltrattamenti, fino a configurare il reato di tortura. L'inchiesta, coordinata dalla Procura di Bergamo, ha portato alla luce racconti e testimonianze che descrivono presunte violenze fisiche e psicologiche protratte per anni all'interno dell'ambiente domestico.

Secondo quanto riportato negli atti dell'indagine, gli episodi contestati risalirebbero addirittura al 2016. Eppure, nel corso del tempo, diverse segnalazioni erano già arrivate alle autorità senza però sfociare in provvedimenti. Una delle vicende più significative risale al marzo 2023, quando uno dei figli fuggì da casa e si presentò dai carabinieri dichiarando di non voler rientrare dalla madre.

Da quell'episodio nacque un'indagine che venne successivamente archiviata. Le relazioni elaborate dagli operatori coinvolti non avevano infatti evidenziato problemi tali da giustificare interventi più incisivi. Gli assistenti sociali e gli educatori descrivevano una relazione tra madre e figli caratterizzata da affetto e da una gestione ritenuta adeguata delle esigenze quotidiane dei minori.

La svolta è arrivata nell'autunno scorso. Uno dei due gemelli, allora dodicenne, era stato inserito in una struttura terapeutica a causa di un forte disagio emotivo. Da quel momento i fratelli hanno iniziato a raccontare dettagli che gli investigatori hanno ritenuto rilevanti. Nei verbali compaiono riferimenti a percosse, umiliazioni, sigarette spente sulle gambe e punizioni che avrebbero costretto i bambini a dormire sul pavimento o all'interno della doccia.

Tra le dichiarazioni raccolte dagli inquirenti figura anche quella di uno dei ragazzi che avrebbe raccontato di sentirsi privato persino del diritto alla felicità. La madre respinge ogni accusa e sostiene che i racconti dei figli non corrispondano alla realtà.

Le verifiche sulla famiglia non erano però iniziate recentemente. Già nel novembre 2019 il nonno materno dei bambini aveva segnalato presunte situazioni di trascuratezza. L'uomo denunciava comportamenti che, a suo dire, avrebbero penalizzato soprattutto i gemelli, allora molto piccoli. Chiese persino che eventuali controlli venissero effettuati senza preavviso, temendo che la situazione reale potesse essere nascosta durante le visite programmate.

Anche quella segnalazione si concluse senza sviluppi giudiziari. Nel 2020 l'inchiesta venne archiviata, anche perché i bambini non confermarono le accuse durante gli incontri con gli operatori incaricati di seguirli.

Un'altra indagine nacque in seguito a una comunicazione proveniente dalla scuola frequentata da uno dei figli. Alcuni insegnanti avevano notato lividi sulla schiena del bambino e avevano riferito condizioni di trascuratezza, tra cui abiti sporchi e una costante sensazione di fame. In quell'occasione il minore spiegò le lesioni con cadute accidentali e confermò di voler bene alla madre.

Le valutazioni raccolte allora descrivevano una donna capace di occuparsi dei bisogni pratici dei figli, dalla gestione dei compiti alla cura durante le malattie. In una delle relazioni si parlava inoltre di un rapporto fondato su un apparente affetto reciproco. Elementi che contribuirono alla chiusura delle precedenti verifiche e che oggi vengono riletti alla luce delle accuse contestate nell'inchiesta più recente.

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