Trump avverte l'Iran, pronto un nuovo attacco se Teheran ucciderà soldati americani
Donald Trump minaccia un nuovo attacco all’Iran se Teheran colpirà militari statunitensi. Washington mantiene la pressione sul programma nucleare iraniano e controlla i principali impianti strategici del Paese.
Donald Trump torna ad alzare i toni nei confronti dell’Iran e non esclude una nuova offensiva militare. Rispondendo alle domande dei giornalisti nello Studio Ovale, il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che un eventuale attacco contro soldati americani rappresenterebbe una ragione sufficiente per intervenire nuovamente contro Teheran.
“Se uccidessero soldati americani, agirei molto rapidamente”, ha affermato Trump, ricordando anche i 13 militari statunitensi morti durante le tensioni che hanno coinvolto Washington e Teheran. Il presidente ha ribadito la propria posizione sul programma nucleare iraniano, sostenendo che l’Iran non dovrà mai ottenere un’arma atomica.
Nonostante la tregua che ha congelato il conflitto, i contatti diplomatici tra Stati Uniti e Iran proseguono tra difficoltà e rallentamenti. Trump ha dichiarato che sarebbe disposto persino a incontrare l’ayatollah Mojtaba Khamenei, guida della Repubblica islamica, qualora ciò potesse favorire un accordo tra le parti.
Il dossier più delicato resta quello dell’uranio arricchito al 60% accumulato dall’Iran. Secondo Trump, alla fine gli Stati Uniti riusciranno a entrare in possesso del materiale nucleare custodito nei siti sotterranei iraniani. Il presidente ha rivelato che, nelle prime fasi del conflitto, la Casa Bianca aveva preso in considerazione un’operazione per recuperarlo direttamente.
L’ipotesi è stata poi accantonata per le difficoltà operative. Trump ha spiegato che sarebbe stato necessario mantenere uomini e mezzi sul territorio iraniano per una o due settimane, con un impegno militare prolungato in un’area di guerra. Una prospettiva che l’amministrazione americana ha preferito evitare.
Secondo il presidente, Washington continua comunque a monitorare attentamente tre impianti strategici iraniani. Gli Stati Uniti, ha detto, dispongono di sistemi di sorveglianza in grado di controllare costantemente le aree interessate e di intervenire in caso di movimenti sospetti attorno alle strutture.
Trump ha affrontato anche la questione dello Stretto di Hormuz, passaggio fondamentale per il commercio energetico mondiale. Il presidente ha sottolineato che il tratto marittimo resta sotto la minaccia di missili e droni iraniani e ha ricordato la presenza delle forze navali americane nella zona.
Nel suo intervento ha inoltre criticato i Paesi europei, sostenendo che avrebbero dovuto contribuire maggiormente agli sforzi per garantire la sicurezza dello stretto. Trump ha affermato che gli Stati Uniti non dipendono dal petrolio che transita attraverso Hormuz, mentre diversi Paesi europei ne avrebbero una necessità molto più rilevante.
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