Cloudflare, i bot superano gli utenti umani nelle richieste web e cambiano Internet

Notizia in breve

Cloudflare rileva che i bot generano il 57,5% delle richieste web, superando gli utenti umani. La crescita degli agenti IA e degli strumenti automatici cambia la gestione del traffico online e aumenta le sfide per siti, servizi e piattaforme.

Cloudflare
Cloudflare, i bot superano gli utenti umani nelle richieste web e cambiano Internet
Ricevi le notizie di Zazoom.it su GoogleTutte le news direttamente su Google.
Segui

I sistemi automatici hanno superato gli utenti nelle richieste che attraversano il web. A segnalarlo è Cloudflare, che ha registrato una quota del 57,5% di traffico generato da bot contro il 42,5% attribuito alle persone. Il dato riguarda le richieste HTTP rilevate dall’azienda e mostra quanto l’automazione stia assumendo un ruolo crescente nel funzionamento della rete.

La statistica non significa che gli esseri umani abbiano smesso di usare Internet. La misurazione si basa infatti sul numero di richieste inviate ai server e non sul tempo trascorso online. Un utente può guardare video, utilizzare applicazioni o navigare sui social per ore generando relativamente poche richieste, mentre un software automatizzato può inviarne migliaia in tempi molto ridotti.

Secondo Cloudflare, individuare il momento preciso del sorpasso non è semplice, ma la tendenza appare ormai consolidata. L’accelerazione degli strumenti basati sull’intelligenza artificiale ha contribuito a rendere il web sempre più frequentato da agenti software che raccolgono dati, confrontano informazioni e svolgono attività automatiche su larga scala.

Questa trasformazione rende più complesso distinguere la natura del traffico. Le richieste possono provenire da crawler autorizzati, assistenti digitali, piattaforme che addestrano modelli IA, sistemi di raccolta dati commerciali oppure da infrastrutture utilizzate per attività dannose. La distinzione tra utilizzo legittimo e abuso diventa quindi sempre più delicata.

Le differenze tra aree geografiche e reti sono notevoli. Alcuni Paesi ospitano grandi infrastrutture di hosting rispetto alla popolazione residente, generando percentuali elevate di traffico automatico. In altri casi incidono strumenti come VPN, attività di scraping e reti utilizzate per mascherare l’origine delle connessioni. Cloudflare cita anche casi di grandi botnet che sfruttano milioni di dispositivi domestici come proxy per operazioni illecite.

Per aziende, editori e fornitori di servizi cloud, la gestione dei bot è diventata una questione quotidiana. Bloccare indiscriminatamente tutto ciò che non appare umano non è più una soluzione praticabile, perché molte funzioni automatizzate fanno ormai parte dei servizi digitali moderni. Al contrario, consentire accessi senza controlli può provocare costi elevati, alterare le statistiche di utilizzo e favorire attività indesiderate.

La crescita del traffico generato dalle macchine alimenta inoltre il confronto sul ruolo dell’intelligenza artificiale nel web. Con modelli e agenti che consultano quantità sempre maggiori di contenuti per fornire risposte agli utenti, proprietari di siti e piattaforme sono chiamati a stabilire regole, limiti e condizioni di accesso. In questo scenario, valore dei contenuti, identificazione dei bot e gestione delle risorse tecniche diventano aspetti strettamente collegati.

?
Vuoi approfondire questa notizia?Condividila sui social o cerca aggiornamenti, video e discussioni correlate

Notizie correlate

Netflix, tribunale di Roma annulla gli aumenti e apre ai rimborsi per gli utenti Netflix deve rimborsare gli utenti per gli aumenti giudicati illegittimi dal tribunale di Roma, che ha accolto il ricorso dei consumatori.

Cloudflare in tilt oggi: disservizi del 5 dicembre e siti irraggiungibili sul web

Cerca news, video e discussioni social in tutto il web su 'Cloudflare'