Google punta sulle zanzare contro la dengue, piano da 64 milioni di insetti in California e Florida
Google chiede il via libera per rilasciare 64 milioni di zanzare maschio negli Stati Uniti, con l’obiettivo di ridurre le specie che trasmettono malattie come la dengue. La tecnica usa un batterio naturale che impedisce la nascita di nuove larve.
Le zanzare continuano a essere tra gli animali più pericolosi per l’uomo a causa delle malattie che trasmettono ogni anno a milioni di persone. Per contrastarne la diffusione, Google ha deciso di sostenere una strategia insolita che prevede il rilascio di milioni di zanzare maschio in alcune aree degli Stati Uniti.
Il progetto è sviluppato dal team Debug, che lavora a sistemi biologici per contenere le popolazioni di insetti vettori di malattie. L’idea si basa sull’utilizzo di Wolbachia pipientis, un batterio presente in natura all’interno di numerose specie di insetti e artropodi.
Le zanzare maschio allevate dai ricercatori appartengono alla specie Culex quinquefasciatus e vengono infettate con uno specifico ceppo di Wolbachia. Quando si accoppiano con femmine selvatiche prive dello stesso batterio, le uova prodotte non riescono a svilupparsi correttamente e non si schiudono. In questo modo la popolazione locale diminuisce progressivamente senza ricorrere a pesticidi o sostanze chimiche.
La tecnica non prevede modifiche genetiche degli insetti e non comporta rischi diretti per le persone. Le zanzare rilasciate sono infatti maschi, che non pungono gli esseri umani perché non hanno bisogno di sangue per completare il proprio ciclo riproduttivo.
Un altro elemento che distingue questo approccio dai metodi tradizionali è il carattere temporaneo dell’intervento. I maschi introdotti nell’ambiente hanno una vita limitata e, in assenza di nuovi rilasci, l’effetto si esaurisce naturalmente nel tempo senza lasciare residui nell’ecosistema.
Il 27 giugno 2025 Google LLC ha presentato all’Environmental Protection Agency degli Stati Uniti una richiesta di autorizzazione sperimentale. L’agenzia ha avviato una consultazione pubblica che resterà aperta fino al 5 giugno 2026 per valutare l’impatto dell’iniziativa.
Il piano prevede il rilascio di circa 16 milioni di zanzare per ciascuno dei due Stati coinvolti, California e Florida, per due anni consecutivi. In totale verrebbero liberati circa 64 milioni di esemplari. Lo scopo non è aumentare la presenza di zanzare, ma ottenere una drastica riduzione delle popolazioni selvatiche e raccogliere dati utili per eventuali applicazioni future su scala più ampia.
Prima di arrivare negli Stati Uniti, il progetto è stato sperimentato con successo a Singapore. Dal 2018 il team collabora con le autorità locali nell’ambito del cosiddetto Progetto Wolbachia. Nel 2024 venivano rilasciati circa sei milioni di zanzare maschio della specie Aedes aegypti ogni settimana, numero poi salito oltre i dieci milioni.
I risultati ottenuti hanno mostrato una riduzione compresa tra l’80% e il 90% della popolazione di Aedes aegypti, principale responsabile della trasmissione della dengue. Nelle aree coinvolte è stata registrata anche una diminuzione superiore al 70% dei casi della malattia dopo alcuni mesi di attività.
La dengue rappresenta una minaccia per circa quattro miliardi di persone nel mondo e la maggior parte dei casi si concentra in Asia. Per questo motivo Singapore è diventata il principale centro internazionale del progetto, dove vengono sviluppate tecnologie avanzate basate su intelligenza artificiale, automazione e sistemi GPS per la produzione e il rilascio controllato degli insetti.
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