Beatrice morta a 2 anni a Bordighera, i messaggi della madre alla suocera dopo le violenze

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La Procura indaga sulla morte della piccola Beatrice a Bordighera. Nei messaggi inviati alla suocera, la madre arrestata con il compagno chiedeva perdono e difendeva l’uomo accusato delle violenze sulla bimba.

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I lividi trovati sul corpo della piccola Beatrice avevano già mostrato agli investigatori un quadro di violenze continue prima della morte della bambina, avvenuta il 9 febbraio a Bordighera. La madre della bimba, Emanuela Aiello, è stata arrestata insieme al compagno Emanuel Iannuzzi con l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte della figlia.

Tra gli elementi finiti agli atti dell’inchiesta ci sono alcuni messaggi inviati dalla donna alla madre del compagno dopo una serata segnata, secondo la Procura, da nuove aggressioni. Nei testi, riportati dal Corriere della Sera, Aiello difende l’uomo e manifesta una forte dipendenza affettiva nei suoi confronti.

I fatti contestati risalgono al 17 gennaio scorso, durante una festa di compleanno organizzata in famiglia. Prima dell’arrivo degli invitati, Emanuel Iannuzzi, operaio edile di 42 anni con precedenti anche per crudeltà sugli animali e problemi di tossicodipendenza, avrebbe colpito la piccola Beatrice con schiaffi violenti fino a farla cadere a terra.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, terminata la festa l’uomo avrebbe poi aggredito anche la compagna stringendole le mani al collo. Nonostante quanto accaduto, la coppia avrebbe lasciato da sole in casa le tre figlie per trascorrere la notte a Perinaldo.

Il giorno successivo la donna scrive alla suocera un lungo messaggio. «Io non ho mai voluto la rovina di tuo figlio. Per tuo figlio mi metterei sotto un treno», si legge nel testo acquisito dagli inquirenti. La donna parla anche delle tensioni vissute la sera precedente e chiede più volte perdono alla famiglia del compagno.

Nel messaggio emergono riferimenti a episodi che potrebbero collegarsi proprio alle percosse subite dalla bambina. Aiello scrive di non riuscire ad accettare «determinate cose da donna e da mamma», spiegando di sentirsi «sotto terra» senza il compagno.

Gli investigatori ritengono che quei messaggi confermino il legame di dipendenza psicologica nei confronti di Iannuzzi. Intanto entrambi gli indagati devono comparire davanti ai magistrati della Procura di Imperia per gli interrogatori di garanzia coordinati dal procuratore Alberto Lari e dal pm Veronica Meglio.

Quattro giorni dopo quei messaggi, il 22 gennaio, la piccola Beatrice venne fotografata con ecchimosi diffuse su diverse parti del corpo. Per gli investigatori quei segni sarebbero compatibili con le violenze avvenute durante la serata del 17 gennaio.

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