Festa della Repubblica il 2 giugno, perché l'Italia celebra il referendum che abolì la monarchia

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Il 2 giugno l’Italia celebra la nascita della Repubblica con la ricorrenza del referendum del 1946 che sancì la fine della monarchia. A Roma la parata militare e le Frecce Tricolori davanti alle istituzioni dello Stato.

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La Festa della Repubblica si celebra ogni anno il 2 giugno per ricordare il referendum istituzionale del 1946 con cui gli italiani scelsero di mettere fine alla monarchia e dare vita alla Repubblica. La consultazione si svolse tra il 2 e il 3 giugno, pochi mesi dopo la conclusione della Seconda guerra mondiale e la caduta del fascismo.

Quella data segnò una svolta decisiva nella storia del Paese. Per la prima volta gli italiani furono chiamati a scegliere la forma dello Stato attraverso il voto popolare. La Repubblica ottenne la maggioranza dei consensi e da quel momento iniziò il percorso che avrebbe portato alla nascita della Costituzione italiana.

La ricorrenza è strettamente legata al 25 aprile, giorno della Liberazione. Senza la fine dell’occupazione nazista e della dittatura fascista non sarebbe stato possibile organizzare il referendum né avviare la costruzione di uno Stato democratico fondato sui diritti sanciti poi dalla Costituzione.

La prima celebrazione della Festa della Repubblica si tenne nel 1947, a un anno dal referendum. In quel periodo l’Assemblea Costituente era ancora impegnata nella stesura della Carta costituzionale e il capo provvisorio dello Stato era Enrico De Nicola.

Il 2 giugno diventò ufficialmente festività nazionale nel 1949 grazie alla legge n.260. Per diversi decenni la data fu considerata un giorno festivo a tutti gli effetti, con scuole e uffici chiusi. Negli anni Settanta, durante il periodo dell’austerity e delle difficoltà economiche legate agli shock petroliferi, il governo decise però di trasformare la celebrazione in una festa mobile fissata alla prima domenica di giugno.

La festività tornò stabilmente al 2 giugno nel 2001 per iniziativa del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che volle rilanciare i simboli nazionali e le principali ricorrenze civili italiane.

Le celebrazioni principali si svolgono a Roma. In mattinata il presidente della Repubblica depone una corona d’alloro all’Altare della Patria davanti alla tomba del Milite Ignoto. Dopo l’alzabandiera, le Frecce Tricolori sorvolano il centro della capitale lasciando nel cielo le scie verde, bianca e rossa.

Il momento più atteso resta la parata militare lungo via dei Fori Imperiali. Alla sfilata partecipano esercito, marina, aeronautica, carabinieri, polizia, vigili del fuoco, protezione civile e Croce Rossa, insieme ai rappresentanti delle istituzioni dello Stato.

La parata del 2 giugno fu organizzata per la prima volta nel 1948. Negli anni successivi subì diverse interruzioni. Nel 1976 venne cancellata dopo il terremoto in Friuli e negli anni della festa mobile fu sostituita da cerimonie più sobrie. Il ritorno definitivo della sfilata arrivò nel 2000, ancora una volta per volontà di Carlo Azeglio Ciampi.

Le celebrazioni della Festa della Repubblica non si limitano alla capitale. Cerimonie ufficiali si svolgono in tutti i capoluoghi di provincia, mentre le ambasciate italiane all’estero organizzano eventi e ricevimenti dedicati alla ricorrenza nazionale.

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