Beatrice morta a 2 anni, il racconto della sorella e i lividi nascosti sotto la coperta
Beatrice è morta a 2 anni dopo mesi di violenze e omissioni di cure. La sorella maggiore ha raccontato agli investigatori il viaggio in auto con il corpo avvolto in una coperta e i lividi sul volto della bambina.
Beatrice, la bambina di 2 anni morta dopo presunti maltrattamenti, viveva insieme alle sorelle in un appartamento descritto dagli investigatori come degradato e privo delle condizioni minime di sicurezza. Secondo l’accusa, la madre E.A., 44 anni, avrebbe isolato le figlie dai parenti paterni e impedito qualsiasi contatto diretto con la famiglia del padre naturale delle bambine.
L’avvocato Fabio Scaffidi Fonti, che assiste il padre M.R., sostiene che i familiari paterni non conoscessero le reali condizioni in cui vivevano le piccole. Dopo l’allontanamento dell’uomo dall’abitazione, i rapporti con le bambine si sarebbero progressivamente interrotti.
Nell’ordinanza di custodia cautelare, il giudice descrive un quadro di continue violenze e abbandono. Le tre sorelle, di 9, 8 e 2 anni, sarebbero rimaste spesso sole per intere giornate e notti mentre la madre si allontanava per raggiungere Emanuel Iannuzzi, arrestato insieme a lei. La figlia maggiore avrebbe dovuto occuparsi delle altre due.
Secondo gli atti dell’inchiesta, Beatrice avrebbe subito aggressioni ripetute. Anche le sorelle più grandi sarebbero state colpite e insultate. In un episodio riportato dal giudice, la bambina di 8 anni avrebbe ricevuto uno schiaffo mentre piangeva.
Gli investigatori contestano inoltre alla madre di non aver fatto curare la figlia nonostante le sue condizioni fossero gravissime. La bambina, viene riportato negli atti, presentava lividi ed escoriazioni e avrebbe persino sputato materiale organico senza mai essere accompagnata in ospedale. Secondo quanto emerso, la donna temeva che un eventuale ricovero potesse favorire una richiesta di affidamento da parte del nonno paterno.
Tra i passaggi più drammatici dell’indagine ci sono le dichiarazioni della sorella maggiore. La bambina ha raccontato che il corpo di Beatrice era avvolto completamente in una coperta rossa durante il viaggio in auto verso casa. Sollevando il tessuto, avrebbe visto i lividi sul volto della sorellina. Agli investigatori ha riferito anche una frase pronunciata dalla madre durante quel tragitto: «Tieni Bea che non la lego», mentre l’auto procedeva a velocità sostenuta.
Per il giudice, il comportamento della madre avrebbe provocato un trauma profondo nelle due figlie sopravvissute. Le bambine, affidate a una struttura protetta su disposizione del Tribunale per i Minorenni, non avrebbero manifestato alcuna volontà di tornare nell’abitazione di Bordighera.
E.A. si trova detenuta nel carcere di Torino e mercoledì comparirà davanti al gip per l’udienza di convalida. Emanuel Iannuzzi è stato trasferito dal carcere di Imperia a quello di Genova Pontedecimo dopo un primo passaggio a Sanremo, struttura dove erano presenti detenuti legati alla sua famiglia e il padre naturale delle bambine.
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