Terrorismo, 21enne fermato a Milano dopo post pro Isis e minacce contro cristiani e Occidente

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Un 21enne residente in Brianza è stato fermato dalla Procura di Milano con l’accusa di terrorismo internazionale dopo post online a favore dell’Isis e messaggi ritenuti compatibili con un possibile attacco imminente.

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La Procura di Milano ha disposto il fermo del 21enne, nato in Italia da genitori marocchini e residente in Brianza, accusato di terrorismo internazionale. Secondo gli investigatori il giovane avrebbe diffuso sui social contenuti di propaganda legati allo Stato Islamico, elogiando attentati contro i cristiani e l’Occidente e rilanciando messaggi di incitamento al martirio.

L’indagine, coordinata dal pm Alessandro Gobbis e dal procuratore Marcello Viola, si concentra sull’attività svolta dal ragazzo attraverso profili Instagram e TikTok. Gli inquirenti sostengono che pubblicasse con continuità video e contenuti riconducibili alla propaganda jihadista, con riferimenti diretti all’Isis e al suo ex leader Abu Bakr Al-Baghdadi.

Tra gli elementi raccolti dagli investigatori ci sarebbero anche alcuni messaggi pubblicati nei giorni scorsi che avrebbero fatto ipotizzare una possibile azione imminente. In uno dei post sarebbe comparso anche un riferimento all’episodio avvenuto a Modena il 15 maggio, quando un’auto investì alcuni passanti.

Durante l’interrogatorio davanti alla gip Rossana Mongiardo, il giovane ha respinto le accuse sostenendo che i contenuti pubblicati avessero esclusivamente finalità divulgative. Sul video relativo a Modena ha dichiarato di essere consapevole che non si sia trattato di un attentato terroristico, spiegando però di aver comunque condiviso le immagini dell’accaduto.

Gli investigatori ritengono che il 21enne abbia maturato la propria radicalizzazione online attraverso un percorso di indottrinamento sul web. Nell’inchiesta si parla di una presunta adesione ideologica allo Stato Islamico e della disponibilità, emersa in alcuni messaggi attribuiti all’utente “Zacky Ben”, a compiere anche un “colpo di Stato”.

Il fermo è stato eseguito dalla Digos di Milano e si inserisce in un filone investigativo collegato all’operazione dello scorso aprile che aveva portato ad arresti e perquisizioni in varie città italiane. L’inchiesta aveva acceso i riflettori sul fenomeno definito “white jihad”, una commistione tra ambienti neonazisti e metodi tipici del terrorismo jihadista.

Secondo quanto emerso dagli atti, il giovane avrebbe dovuto partire per il Marocco il prossimo 9 giugno. Davanti ai magistrati ha spiegato che il viaggio era legato a un esame da sostenere nel Paese nordafricano. La giudice dovrà decidere sulla richiesta di convalida del fermo e sull’eventuale custodia cautelare in carcere.

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