Reggio Emilia, fermato 22enne vicino all'Isis dopo chat con reclutatori e minacce di attacco

Yaber Naggai è stato fermato a Reggio Emilia dopo contatti con presunti reclutatori dell’Isis e il progetto di un attacco con coltello. Il 22enne, già noto in Germania, mostrava video di decapitazioni ai compagni fin dall’adolescenza.

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La Polizia ha arrestato a Reggio Emilia Yaber Naggai, 22 anni, cittadino italiano di origini marocchine accusato di arruolamento con finalità di terrorismo. Il fermo, eseguito dalle Volanti e dalla Digos, è stato convalidato dal gip Francesco Panchieri, che ha disposto il trasferimento degli atti alla Direzione distrettuale antimafia di Bologna e la custodia cautelare in carcere.

Gli investigatori hanno ricostruito una lunga fase di radicalizzazione del giovane, partita anni fa e culminata in recenti contatti con ambienti vicini allo Stato islamico. Decisive sono state alcune conversazioni trovate su Telegram, scritte in arabo e inglese tra il 5 e il 21 maggio. Dalle chat emerge il dialogo con un interlocutore ritenuto vicino al Daesh, che chiamava Naggai con il nome di Lupo solitario.

Secondo quanto riportato negli atti, il presunto reclutatore avrebbe promesso al 22enne l’ingresso in un gruppo operativo specializzato, oltre all’invio di materiale sulla produzione di tossine. Nei messaggi si parlava anche della possibilità di organizzare un’azione terroristica in Italia o in Svizzera.

Naggai avrebbe chiesto sostegno economico e accettato di registrare un video di rivendicazione per dichiarare il proprio sostegno all’Isis. Per il giudice, quei messaggi dimostrano la volontà concreta del giovane di mettersi a disposizione dell’organizzazione jihadista.

L’indagine ha avuto un’accelerazione giovedì sera, quando il 22enne avrebbe manifestato l’intenzione di raggiungere il centro di Reggio Emilia armato di coltello per colpire alcune persone in strada. Poco prima di uscire, però, avrebbe cambiato idea e contattato la madre. Gli agenti lo hanno rintracciato in questura, dove lui stesso ha mostrato sul telefono le conversazioni intrattenute con i suoi contatti online.

Il giovane era tornato in Italia lo scorso gennaio dopo l’espulsione dalla Germania, paese in cui aveva vissuto per diversi anni. In territorio tedesco aveva già ricevuto condanne per simulazione di reato. Nel 2022 provocò il blocco della circolazione ferroviaria dopo un falso allarme bomba.

Le perizie psichiatriche effettuate durante la detenzione in Germania avevano descritto un soggetto con forti problemi di controllo e un elevato rischio di reiterazione di comportamenti pericolosi. Gli specialisti avevano anche segnalato la possibilità di un futuro coinvolgimento in attività terroristiche.

L’interesse di Naggai per l’estremismo islamico, secondo gli inquirenti, risalirebbe almeno al 2019. Già durante gli anni di scuola mostrava ai compagni video di decapitazioni e parlava apertamente di martirio e Stato islamico. Nel tempo avrebbe espresso anche propositi di omicidio e sequestri, fino ai recenti contatti diretti con presunti reclutatori dell’Isis.

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