Restauro del toro in Galleria a Milano, polemica sui social per i testicoli spariti dal mosaico
Il restauro del toro della Galleria Vittorio Emanuele divide Milano, sui social esplode la polemica per i testicoli spariti dal mosaico simbolo della città e del celebre rito della fortuna.
Il toro della Galleria Vittorio Emanuele II è finito al centro di un acceso dibattito dopo il recente intervento di restauro che ha interessato il celebre mosaico pavimentale di Milano. Nelle ultime ore le immagini diffuse online hanno scatenato ironie, critiche e commenti sarcastici, soprattutto per un dettaglio che molti utenti non hanno ignorato gli attributi dell’animale sembrano scomparsi.
La discussione è partita dopo la pubblicazione delle fotografie del lavoro concluso da parte dell’assessore comunale alle Opere pubbliche Marco Granelli. Nel suo messaggio ha annunciato il ritorno del mosaico restaurato nella Galleria, ringraziando l’artigiano che si è occupato dell’intervento. Poco dopo, però, sotto il post sono comparsi decine di commenti polemici. C’è chi ha contestato la qualità delle tessere utilizzate, chi ha parlato di fughe irregolari e chi ha ironizzato sul fatto che il toro sembri ormai “castrato”.
La zona del mosaico è stata temporaneamente coperta da un pannello bianco e transennata per consentire la stabilizzazione dei materiali utilizzati durante il restauro. Nonostante questo, numerosi turisti e passanti si fermano comunque davanti all’area per osservare, fotografare o chiedere spiegazioni su quanto stia accadendo.
Il punto più discusso resta quello legato al celebre rito scaramantico che da anni accompagna le visite nella Galleria. Milioni di persone, infatti, poggiano il tallone destro sui testicoli del toro e compiono una rotazione completa per attirare fortuna e garantirsi un ritorno a Milano. Proprio quel gesto continuo ha provocato nel tempo una forte usura della superficie del mosaico.
Il nuovo intervento è stato affidato ancora una volta al restauratore bellunese Gianluca Galli, già autore del precedente restauro realizzato nel 2017 in occasione dei 150 anni della Galleria. Per completare il lavoro sono serviti quattro giorni e una spesa di circa cinquemila euro. Le operazioni hanno riguardato soprattutto la sostituzione delle tessere consumate nella parte centrale del mosaico, ormai deformata dal continuo passaggio dei visitatori.
Dal Comune spiegano però che il lavoro non è ancora concluso definitivamente. La copertura installata serve a proteggere gli stucchi e i materiali durante la fase di assestamento, influenzata anche da temperatura e umidità. Solo dopo la rimozione del pannello sarà possibile verificare il risultato finale ed effettuare eventuali ritocchi.
Il toro si trova vicino all’Ottagono della Galleria insieme agli stemmi delle città simbolo del Regno d’Italia dopo l’Unità. L’animale rappresenta Torino, prima capitale del Regno nel 1861. Sull’origine della tradizione legata alla rotazione esistono diverse teorie. Secondo una delle interpretazioni più diffuse il gesto avrebbe un significato propiziatorio legato alla fertilità e alla prosperità. Altri sostengono invece che si tratti di una presa in giro storica nei confronti di Torino e dei Savoia.
Negli anni il mosaico è diventato una delle attrazioni più fotografate di Milano, anche grazie ai tanti visitatori celebri che hanno partecipato al rito. Tra loro anche Amal Clooney, immortalata lo scorso febbraio mentre compiva la tradizionale rotazione durante una visita in città insieme al marito George.
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