Trapianti da un donatore con rabbia, tre pazienti infettati dopo la morte di un uomo in Idaho

Notizia in breve

Un uomo dell’Idaho è morto dopo aver contratto la rabbia da una puzzola e i suoi organi trapiantati hanno infettato tre pazienti. Il caso ha spinto le autorità sanitarie Usa a rivedere i controlli sulle donazioni.

Idaho
Trapianti da un donatore con rabbia, tre pazienti infettati dopo la morte di un uomo in Idaho
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James Martin, 59 anni, è morto nel dicembre 2024 in Idaho dopo quello che inizialmente era stato classificato come un arresto cardiaco. Dopo il decesso, i suoi organi sono stati donati e trapiantati su quattro persone. Solo in seguito i medici hanno scoperto che l’uomo aveva probabilmente contratto la rabbia, trasmettendo così il virus ad alcuni riceventi.

La vicenda è stata ricostruita dopo l’emergere dei primi sintomi nei pazienti trapiantati. La moglie dell’uomo, Kim Martin, ha raccontato che il marito era stato graffiato da una puzzola mentre cercava di proteggere un gattino nel cortile di casa. Secondo gli esperti, l’animale avrebbe potuto essere infettato da un pipistrello portatore del virus.

Durante le procedure per la donazione, la donna aveva riferito ai sanitari dell’episodio con la puzzola. L’informazione però non aveva fatto scattare ulteriori verifiche. Gli organi erano stati sottoposti ai normali controlli per HIV ed epatite, risultati negativi. Il test specifico per la rabbia, molto più raro e complesso, non era stato eseguito.

Dopo il via libera ai trapianti, i tessuti corneali dell’uomo sono stati inviati a tre pazienti residenti in Stati diversi. Un rene è stato invece trapiantato a Barney Kurowicki, 76 anni, del Michigan, che si trovava in dialisi. Circa un mese dopo l’intervento, l’uomo è morto dopo aver sviluppato sintomi compatibili con la malattia, tra cui tremori, forte debolezza e idrofobia, una delle manifestazioni tipiche della rabbia.

Quando sono emersi i sospetti sul possibile contagio attraverso gli organi trapiantati, i medici hanno avviato accertamenti insieme ai Centers for Disease Control and Prevention degli Stati Uniti. Gli altri riceventi sono stati contattati rapidamente, i tessuti trapiantati sono stati rimossi quando possibile e ai pazienti sono state somministrate cure preventive contro il virus.

Dopo il caso, la Health Resources and Services Administration statunitense ha proposto modifiche alle procedure di valutazione dei donatori. L’obiettivo è raccogliere informazioni più dettagliate su eventuali contatti recenti con animali potenzialmente infetti prima di autorizzare i trapianti.

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