Human Archive registra il lavoro quotidiano per addestrare robot umanoidi con dati reali

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Una startup finanziata da investitori vicini a OpenAI e Google registra il lavoro quotidiano di migliaia di persone per addestrare robot umanoidi. I dati raccolti in case, hotel e ristoranti alimentano nuovi sistemi di IA fisica.

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Human Archive registra il lavoro quotidiano per addestrare robot umanoidi con dati reali
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Human Archive, startup fondata da studenti di UC Berkeley e Stanford, ha ottenuto un finanziamento da 8,2 milioni di dollari per creare un grande archivio di dati destinato all’addestramento dei robot. Il progetto punta a raccogliere movimenti, gesti e attività svolte da persone reali durante lavori domestici e servizi quotidiani.

La società utilizza lavoratori equipaggiati con cappellini dotati di videocamere e sensori che registrano le operazioni svolte durante la giornata. Le riprese vengono effettuate mentre le persone cucinano, puliscono stanze, servono ai tavoli o svolgono attività manuali in ambienti complessi e poco prevedibili.

Secondo l’azienda, i robot imparano in modo più efficace osservando situazioni autentiche invece di simulazioni virtuali troppo ordinate. Per questo Human Archive raccoglie video in prima persona insieme a dati su profondità, movimenti del corpo e forza applicata durante le azioni.

Al round di investimento hanno partecipato Wing Venture Capital, NVP Capital, Y Combinator e alcuni angel investor collegati a OpenAI, NVIDIA, Google e Meta. La startup afferma di avere già oltre 1000 headset attivi in diverse località e collaborazioni con aziende della ristorazione, del settore alberghiero e dei servizi domestici.

Non tutte le società coinvolte nella raccolta dati, però, vogliono essere associate pubblicamente al progetto. Alcune startup indiane avrebbero interrotto le trattative o rifiutato collaborazioni legate alla registrazione delle attività lavorative.

Nel frattempo l’hardware sta assumendo un ruolo centrale nello sviluppo dell’iniziativa. Dopo i primi test effettuati con smartphone e dispositivi adattati, Human Archive sta progettando strumenti proprietari come guanti tattili, tute per il motion capture, videocamere da polso e sensori sincronizzati.

L’azienda sostiene che il vero valore non sia soltanto nelle immagini registrate, ma nell’unione di più informazioni: posizione del corpo, profondità, movimenti e pressione esercitata durante un’attività. Tutti elementi che possono aiutare le macchine a replicare compiti fisici con maggiore precisione.

La raccolta dei dati avviene soprattutto in India, dove la diffusione di piattaforme per consegne, pulizie e servizi domestici offre un elevato numero di attività facilmente tracciabili. Ai clienti viene proposta una scelta economica precisa: pagare meno accettando la registrazione delle operazioni oppure mantenere il prezzo pieno senza raccolta dati.

Human Archive dichiara di anonimizzare i video e sfocare i volti delle persone coinvolte. Restano però aperte questioni legate al consenso, alla retribuzione dei lavoratori e all’utilizzo commerciale dei dati raccolti nelle abitazioni e negli spazi privati.

Il progetto arriva in una fase di forte crescita della robotica umanoide, con aziende e governi impegnati a costruire infrastrutture sempre più avanzate per controllare e addestrare macchine autonome. In questo scenario, i dataset potrebbero diventare una delle risorse più preziose per l’intero settore dell’intelligenza artificiale fisica.

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