Diesel a 19 centesimi in Alto Adige, distributore svuotato dopo l'errore sul prezzo

Notizia in breve

Un distributore automatico di Avelengo ha venduto diesel a 19,9 centesimi al litro per un errore informatico. Centinaia di automobilisti hanno invaso l’area con code per ore e taniche da riempire fino all’esaurimento del carburante.

Alto Adige
Diesel a 19 centesimi in Alto Adige, distributore svuotato dopo l'errore sul prezzo
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Un errore durante l’aggiornamento dei prezzi ha trasformato un distributore automatico di Avelengo, in Alto Adige, nel punto di ritrovo di centinaia di automobilisti arrivati da tutta la zona per fare rifornimento a un costo mai visto. Per alcune ore il gasolio è stato venduto a 19,9 centesimi al litro invece che a 1,999 euro.

La notizia si è diffusa rapidamente attraverso chat e social, provocando lunghe file di auto davanti all’impianto. Molti conducenti hanno atteso per ore pur di approfittare del prezzo eccezionale, mentre altri si sono presentati con taniche di plastica per accumulare più carburante possibile.

La sindaca Anna Plank ha confermato i problemi alla circolazione causati dall’afflusso continuo di veicoli. La situazione è andata avanti fino a quando i serbatoi del distributore sono rimasti completamente vuoti, costringendo all’interruzione delle erogazioni.

Dietro il caso non c’era alcuna promozione, ma un errore tecnico avvenuto durante la modifica telematica delle tariffe. Walter Soppera, presidente dei gestori delle stazioni di servizio dell’Alto Adige, ha spiegato che l’impianto è una “ghost station”, quindi priva di personale e controllata da remoto.

Durante l’aggiornamento del listino sarebbe stato inserito uno zero in più all’inizio del prezzo corretto. In questo modo il sistema ha impostato la cifra a 0,199 euro invece di 1,999 euro al litro, causando una perdita economica stimata intorno ai 10 mila euro.

Nonostante il distributore fosse sorvegliato tramite telecamere e monitorato a distanza, gli automobilisti che hanno fatto rifornimento non rischiano conseguenze. Il prezzo esposto risultava infatti valido al momento dell’acquisto e non sono state rilevate irregolarità da parte dei clienti.

Secondo quanto riferito dai gestori, il danno non dovrebbe ricadere nemmeno sul proprietario dell’impianto. La responsabilità sarebbe legata al sistema centrale della compagnia petrolifera incaricata dell’aggiornamento dei prezzi.

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