Re Carlo e il cane Harvey, riemerge dopo 40 anni la lettera scritta dopo la sua morte
Carlo III scrisse una lettera commossa dopo la morte del suo labrador Harvey, affidato anni prima ad amici di famiglia perché Diana lo considerava troppo maleodorante.
Una lettera privata firmata da Re Carlo III è tornata alla luce a quasi quarant’anni dalla sua stesura. Il documento, redatto su carta intestata di Kensington Palace, è stato venduto all’asta a Londra insieme ad altri materiali appartenenti agli archivi reali.
La missiva riguarda Harvey, il labrador che accompagnava l’allora Principe di Galles durante le battute di pesca tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta. Il cane fu allontanato dalla residenza reale nel 1984 e affidato al tenente colonnello Phillip Creasy, collaboratore amministrativo della coppia reale.
Secondo quanto raccontato dalla biografa Penny Junor nel libro The Firm, Diana non sopportava la presenza dell’animale perché lo considerava troppo puzzolente. Per questo Carlo decise di trovargli una nuova sistemazione presso una famiglia fidata.
Negli archivi di Creasy compare anche un memorandum ironico sul comportamento del labrador, descritto come vivace e incline a devastare orti e aiuole. Carlo rispose con tono affettuoso, scherzando sulle “abitudini asociali” del cane e dicendosi felice che fosse diventato un compagno divertente nella nuova casa.
Nel dicembre del 1987 Harvey venne soppresso a causa dell’età avanzata. Creasy informò Carlo con una lettera, ricevendo una risposta carica di tristezza. Il futuro sovrano definì la notizia “tristissima” e riconobbe che quella presa fosse “una decisione disperata”, ma inevitabile.
Nella stessa lettera Carlo ricordava Harvey come “un tipo splendido”, capace di farlo ridere continuamente con le sue buffonate. Ringraziò inoltre Phillip Creasy e sua moglie per aver accolto il cane e avergli garantito “una serena pensione” lontano dai canili.
Gli oggetti appartenenti all’archivio sono stati battuti all’asta da Chiswick Auctions per 656 sterline. Valentina Borghi, specialista della casa d’aste, ha spiegato che il contenuto delle lettere conferma il profondo legame di Carlo con gli animali, una passione che il sovrano ha mostrato pubblicamente in numerose occasioni.
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