Carvico, uomo ferito con una fiocina nel parcheggio dell'Iperal: fermato un 59enne

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Un uomo di 60 anni è stato ferito con una fiocina nel parcheggio dell’Iperal di Carvico. I carabinieri hanno fermato un 59enne di Terno d’Isola e nella sua casa hanno sequestrato coltelli, un machete, un’ascia e un fucile subacqueo.

Bergamo
Carvico, uomo ferito con una fiocina nel parcheggio dell'Iperal: fermato un 59enne
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Un uomo di 59 anni, residente a Terno d’Isola, è stato fermato dai carabinieri con l’accusa di aver colpito un sessantenne con una fiocina nel parcheggio dell’Iperal di Carvico, in provincia di Bergamo. L’aggressione è avvenuta nel pomeriggio di lunedì 26 maggio. La vittima è stata trasportata in ospedale e sottoposta a un intervento chirurgico, ma non sarebbe in pericolo di vita.

L’uomo è stato rintracciato circa otto ore dopo i fatti a Sarnico. Secondo quanto emerso dalle indagini, al momento del fermo appariva disorientato e avrebbe dichiarato ai militari di non ricordare quanto accaduto. Vive da solo ed è disoccupato.

Fino a circa due anni fa il 59enne lavorava alla Carvico Spa, azienda tessile con sede nello stesso comune dove è avvenuta l’aggressione. La moglie della vittima risulta ancora impiegata nella società con un incarico di responsabilità. Gli investigatori stanno verificando eventuali dissapori legati al precedente rapporto di lavoro e se possano esserci stati motivi di rancore nei confronti dell’azienda o della donna.

Durante la perquisizione nell’abitazione dell’indagato, i carabinieri hanno sequestrato undici coltelli, alcuni dei quali da sub, oltre a un machete, un’ascia e un fucile subacqueo. Gli inquirenti dovranno accertare se quest’ultimo sia l’arma usata nell’aggressione oppure un secondo esemplare. La fiocina utilizzata per ferire il sessantenne non è stata trovata nella Fiat Punto con cui il 59enne si spostava.

La procura contesta il reato di tentato omicidio, valutando la gravità delle possibili conseguenze provocate dal colpo inferto con il dardo. Martedì 27 maggio l’uomo è comparso davanti alla giudice per le indagini preliminari Lucia Graziosi per l’interrogatorio di garanzia, assistito dall’avvocato d’ufficio Marco Sighinolfi, che lo aveva descritto come una persona fragile e confusa.

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