Fermo, pensionata ritrova tre libretti bancari del 1966 e il valore oggi supera 73 mila euro
Liliana Marsili ha trovato a Fermo tre libretti bancari degli anni Sessanta e Settanta nascosti in una scatola di biscotti. Secondo una stima tecnica, il valore aggiornato potrebbe superare i 73 mila euro grazie agli interessi maturati.
Tre libretti di risparmio dimenticati per oltre mezzo secolo in una vecchia scatola di latta potrebbero trasformarsi in una somma importante per una pensionata di Fermo. La protagonista della vicenda è Liliana Marsili, che durante alcuni lavori di riordino nella propria abitazione ha scoperto documenti bancari cartacei emessi dalla storica Cassa di Risparmio di Fermo.
I libretti riportano depositi effettuati tra gli anni Sessanta e Settanta. Il primo indica un saldo di 1.000 lire del 1966, il secondo 1.182 lire registrate nel 1972, mentre il terzo, il più consistente, contiene un deposito di 5.000 lire datato 1967.
Le cifre originarie appaiono modeste se confrontate con il valore attuale del denaro, ma secondo la valutazione commissionata dai legali incaricati dalla donna, tra interessi, rivalutazione monetaria e capitalizzazione maturata nel tempo, il credito complessivo potrebbe arrivare a circa 73 mila euro.
Dopo il ritrovamento, la pensionata si è affidata ad alcuni avvocati per avviare la procedura di recupero delle somme. La questione riguarda la validità dei cosiddetti titoli di credito antichi, cioè libretti bancari, buoni fruttiferi e altri strumenti cartacei emessi decenni fa e mai riscossi.
Uno dei punti centrali riguarda la prescrizione. In molti casi, chi ritrova vecchi titoli si vede contestare la scadenza del diritto al rimborso. I legali della donna sostengono però che la situazione sia diversa, richiamando l’articolo 2935 del Codice Civile. Secondo questa interpretazione, il termine per la prescrizione partirebbe dal momento in cui il titolare viene concretamente a conoscenza dell’esistenza del credito e può quindi esercitare il proprio diritto.
La vicenda riporta l’attenzione sui cosiddetti rapporti dormienti. Secondo le stime degli esperti del settore, in Italia esisterebbero ancora milioni di libretti, buoni postali, certificati di deposito e titoli di Stato dimenticati in abitazioni private, vecchi archivi familiari o cassette custodite per anni.
Adesso saranno gli istituti coinvolti e gli eventuali accertamenti legali a stabilire se i libretti ritrovati potranno essere riconosciuti validi e quindi convertiti nelle somme richieste dalla pensionata marchigiana.
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