Trump, raid Usa contro siti iraniani nello Stretto di Hormuz e ultimatum sull'uranio
Trump ordina nuovi raid americani nello Stretto di Hormuz contro siti missilistici iraniani e imbarcazioni sospettate di minare l’area. Il presidente Usa rilancia anche sul dossier nucleare chiedendo la distruzione dell’uranio arricchito.
Gli Stati Uniti hanno colpito obiettivi militari iraniani nel sud del Paese con una nuova operazione condotta nello Stretto di Hormuz. Secondo quanto riferito dal Comando centrale americano, i raid hanno preso di mira postazioni missilistiche e alcune imbarcazioni iraniane considerate una minaccia per le forze statunitensi presenti nell’area.
Il portavoce del Centcom Timothy Hawkins ha spiegato che si è trattato di “attacchi di autodifesa” decisi per proteggere il personale americano da possibili offensive iraniane. Tra gli obiettivi colpiti figurano siti utilizzati per il lancio di missili e natanti che, secondo Washington, stavano tentando di posizionare mine marittime nelle acque strategiche del Golfo.
L’operazione arriva mentre proseguono i negoziati internazionali per fermare il conflitto e ridurre la tensione nella regione. Gli Stati Uniti sostengono di mantenere una linea prudente durante il cessate il fuoco, pur continuando a reagire alle attività militari considerate ostili.
Non è la prima volta che le forze americane intervengono contro infrastrutture iraniane nello stesso tratto di mare. Già all’inizio di maggio Washington aveva ordinato attacchi contro installazioni militari accusate di essere coinvolte in azioni con droni, missili e piccole imbarcazioni contro navi della marina statunitense.
Donald Trump è tornato anche sul tema del programma nucleare iraniano con un messaggio pubblicato su Truth. Il presidente americano ha parlato dell’uranio arricchito detenuto da Teheran, stimato in circa 440 chili con un livello di arricchimento del 60%, vicino alla soglia necessaria per un impiego militare.
Trump ha dichiarato che il materiale nucleare dovrà essere trasferito immediatamente agli Stati Uniti per essere distrutto oppure eliminato direttamente sotto controllo internazionale. Il presidente ha citato la possibilità di una supervisione affidata alla Commissione per l’Energia Atomica o a un organismo equivalente incaricato di verificare l’intero processo.
Nei giorni scorsi il leader americano aveva già ribadito dalla Casa Bianca che Washington non avrebbe fatto passi indietro nei colloqui con l’Iran sul nucleare, definendo la questione una priorità assoluta per la sicurezza degli Stati Uniti.
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