Garlasco, la difesa di Andrea Sempio contesta impronte e soliloqui nel caso Chiara Poggi

Andrea Sempio deposita nuove consulenze per contestare le accuse sull’omicidio di Chiara Poggi. La difesa punta su impronte, Dna e registrazioni audio, sostenendo che gli elementi raccolti non colleghino il 38enne al delitto di Garlasco.

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La difesa di Andrea Sempio ha presentato alla Procura di Pavia una serie di consulenze tecniche con l’obiettivo di smontare gli elementi che hanno portato all’iscrizione del 38enne nel registro degli indagati per l’omicidio di Chiara Poggi. Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia hanno inviato telematicamente le relazioni elaborate da esperti incaricati dalla difesa.

Il materiale depositato riguarda diversi aspetti dell’inchiesta. Tra questi ci sono una consulenza dattiloscopica sull’impronta 33 trovata sul muro delle scale della villetta di via Pascoli, una relazione sull’analisi delle tracce di sangue e degli schizzi ematici, un approfondimento medico-legale sulle cause e sull’orario della morte di Chiara Poggi e una nuova valutazione genetica sul Dna rinvenuto sotto le unghie della vittima.

Secondo Armando Palmegiani, consulente della difesa ed ex poliziotto specializzato in analisi della scena del crimine, le impronte delle scarpe rappresenterebbero un elemento favorevole a Sempio. Il punto centrale, spiega l’esperto, non sarebbe la lunghezza del piede ma la larghezza della pianta. Sempio indossa una taglia 44, mentre la scarpa impressa sul pavimento della casa sarebbe incompatibile con la conformazione del suo piede.

La difesa richiama anche quanto emerso nei processi a carico di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per il delitto. In quelle sentenze la suola insanguinata era stata attribuita a una scarpa Frau numero 42. Per i consulenti di Sempio, quel modello non potrebbe essere calzato dal 38enne.

Contestata anche l’attribuzione dell’impronta 33. Secondo i legali, il segno trovato sul muro delle scale non sarebbe riconducibile a nessuno. Vengono inoltre definite incongruenti le ricostruzioni tridimensionali effettuate dai consulenti della Procura sulla posizione e sull’altezza dell’impronta.

Un altro fronte riguarda i soliloqui registrati durante le indagini. Gli investigatori li ritengono potenzialmente significativi, ma la difesa respinge qualsiasi interpretazione accusatoria. Per gli avvocati di Sempio quelle frasi non contengono confessioni né elementi nuovi rispetto ai commenti già circolati online nei podcast e nelle trasmissioni dedicate al caso. A sostegno della tesi difensiva è stata depositata anche una memoria con allegati destinati a contestualizzare le registrazioni.

Per il momento non è stata invece consegnata la consulenza personologica realizzata dai carabinieri del Racis su incarico della Procura. La scelta, spiegano i legali, è legata alla convinzione che quel documento non abbia ancora valore probatorio utilizzabile nel procedimento. Per questo la difesa ha deciso di non produrre una relazione alternativa in questa fase dell’inchiesta.

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