ChatGPT conquista gli italiani, oltre 37 milioni di visite al mese e consumi energetici in crescita
Gli italiani usano sempre di più ChatGPT e inviano in media 55 richieste al mese a testa. L’Italia è quinta in Europa per traffico verso il chatbot di OpenAI, con oltre 37 milioni di visite mensili tra sito e app.
Gli italiani si affidano sempre di più a ChatGPT, il chatbot sviluppato da OpenAI che dal novembre 2022 è entrato nella vita quotidiana di milioni di persone. La piattaforma viene utilizzata per cercare informazioni, scrivere testi, tradurre contenuti e ottenere risposte rapide in pochi secondi.
Secondo un report pubblicato da BestBrokers, l’Italia occupa il quinto posto nella classifica europea dei Paesi che usano maggiormente il servizio. Tra applicazione e sito web, il traffico mensile generato dagli utenti italiani raggiunge circa 37,1 milioni di visite, pari al 2,19% del traffico mondiale della piattaforma.
Lo studio calcola che ogni cittadino italiano invii mediamente 55 richieste al mese al sistema di intelligenza artificiale. Nel complesso, le query prodotte nel Paese superano i 2,14 miliardi ogni mese.
Davanti all’Italia ci sono Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. La Francia guida la graduatoria europea con circa 45,2 milioni di visite mensili, seguita dalla Germania con 39,9 milioni e dalla Spagna con 39,2 milioni. Il Regno Unito registra invece circa 37,1 milioni di accessi.
La crescita dell’intelligenza artificiale porta con sé anche un forte aumento dei consumi energetici. BestBrokers stima che una singola richiesta a ChatGPT richieda circa 18,9 watt di energia. Sommando tutte le domande inviate dagli utenti italiani, il fabbisogno elettrico mensile raggiunge circa 40.500 megawatt.
Secondo gli esperti, si tratta di una quantità di energia equivalente a quella prodotta in due giorni da una grande centrale nucleare da 1.000 megawatt. Su base annuale, il consumo legato alle richieste provenienti dall’Italia supera invece i 486 gigawatt, una produzione paragonabile a circa venti giorni di attività di un impianto nucleare di grandi dimensioni.
Il peso energetico dell’intelligenza artificiale riguarda soprattutto i server e i data center necessari per elaborare milioni di richieste in tempo reale. A livello globale, le infrastrutture che sostengono ChatGPT arrivano a consumare oltre 22,15 terawattora all’anno, più dell’intero fabbisogno energetico di alcuni Stati come Slovenia o Porto Rico.
La diffusione sempre più ampia dell’AI apre così anche il tema della sostenibilità energetica. I sistemi che alimentano i chatbot richiedono infatti una disponibilità costante di elettricità, mentre le fonti rinnovabili intermittenti non riescono sempre a garantire continuità nella produzione.
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