Carlo Petrini è morto a 76 anni, addio al fondatore di Slow Food e di Terra Madre

Carlo Petrini è morto nella sua casa di Bra a 76 anni dopo una vita dedicata alla tutela del cibo sostenibile. Fondatore di Slow Food, ha trasformato un movimento nato in Piemonte in una rete presente in oltre 160 Paesi.

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Carlo Petrini è morto nella tarda serata del 21 maggio nella sua abitazione di Bra, in provincia di Cuneo. Aveva 76 anni. Giornalista, scrittore e gastronomo, era conosciuto in tutto il mondo per aver fondato Slow Food, movimento nato per difendere la biodiversità alimentare e sostenere un modello agricolo più equo.

Nato a Bra nel 1949, per tutti era semplicemente “Carlin”. Il suo nome resta legato alla nascita di Arcigola nel 1986, esperienza che pochi anni dopo avrebbe assunto il nome di Slow Food Italia. Il progetto si diffuse rapidamente anche fuori dai confini nazionali fino alla firma del Manifesto Slow Food, avvenuta a Parigi nel dicembre 1989 con delegazioni provenienti da diversi Paesi. In quell’occasione Petrini venne eletto presidente del movimento, incarico mantenuto fino al 2022.

Nel corso della sua attività ha promosso campagne contro l’omologazione alimentare e l’agricoltura industriale, sostenendo il valore delle produzioni locali e dei piccoli produttori. La sua idea di cibo non riguardava soltanto la cucina, ma anche ambiente, cultura, economia e diritti sociali.

Tra i progetti più conosciuti c’è Terra Madre, rete internazionale fondata nel 2004 che riunisce agricoltori, pescatori, artigiani, cuochi, studiosi e giovani provenienti da tutto il mondo. L’iniziativa ha contribuito all’espansione di Slow Food in oltre 160 Paesi, creando una comunità globale impegnata nella difesa delle tradizioni alimentari e della biodiversità.

Petrini è stato anche tra gli ideatori dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, aperta nel 2004 a pochi chilometri da Bra. L’ateneo è stato il primo al mondo dedicato allo studio interdisciplinare del cibo. Negli anni ha formato migliaia di studenti provenienti da circa cento Stati, contribuendo alla nascita della figura professionale del gastronomo riconosciuta anche a livello accademico.

Nel 2017 aveva dato vita insieme a monsignor Domenico Pompili alle Comunità Laudato Si’, ispirate all’enciclica di Papa Francesco. Il progetto coinvolge decine di realtà territoriali impegnate sui temi ambientali e sulla transizione ecologica.

Nel messaggio pubblicato da Slow Food viene ricordata la capacità di Petrini di trasformare idee considerate utopiche in iniziative concrete. L’associazione ha definito la sua energia, la sua empatia e il suo modo di coinvolgere le persone come il motore che continuerà a guidare il movimento nato quasi quarant’anni fa.

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