Flotilla, Vittorio Sergi accusa Israele dopo il rilascio: Ci hanno rinchiusi tra container e filo spinato
L’attivista italiano Vittorio Sergi denuncia violenze e umiliazioni dopo il fermo della Flotilla da parte di Israele. Racconta spari in mare, pestaggi e ore senza acqua durante il trasferimento verso l’aeroporto di Eilat.
Vittorio Sergi, attivista del coordinamento Marche per la Palestina e membro della Flotilla, ha raccontato all’aeroporto di Istanbul quanto sarebbe accaduto dopo l’intervento delle forze israeliane contro le imbarcazioni dirette verso Gaza. Secondo il suo racconto, lui e gli altri attivisti sarebbero stati trasferiti nel porto israeliano di Ashdod e trattenuti in un’area delimitata da container e filo spinato.
Sergi ha descritto le ore successive all’abbordaggio come una sequenza di violenze e intimidazioni. L’attivista sostiene che durante la permanenza in mare i militari israeliani abbiano aperto il fuoco due volte, colpendo alla gamba una giovane francese. A suo dire, il gruppo stava chiedendo semplicemente delle coperte mentre intonava slogan a favore della Palestina.
Dopo lo sbarco ad Ashdod, il membro della missione ha riferito di essere stato sottoposto insieme agli altri attivisti a percosse e umiliazioni. “Eravamo costretti per ore in posizioni di stress”, ha dichiarato, spiegando che chiunque cercasse di alzare la testa o sedersi veniva colpito dagli agenti presenti nell’area di detenzione.
Nel suo racconto compare anche il ministro israeliano Itamar Ben Gvir. Sergi afferma che il ministro si sarebbe presentato davanti ai fermati durante la detenzione per motivi propagandistici mentre, secondo l’attivista, continuavano i maltrattamenti.
Le accuse riguardano anche il trasferimento verso l’aeroporto di Eilat. Sergi sostiene che gli attivisti siano stati caricati su blindati e lasciati per ore a temperature molto elevate senza acqua. L’attivista ha ribadito che la missione della Flotilla aveva l’obiettivo di richiamare l’attenzione internazionale sulle condizioni della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza.
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