Covid e infezione ospedaliera a Rogliano, la famiglia ottiene 1,15 milioni di risarcimento
Un uomo ricoverato per Covid a Rogliano è morto dopo aver contratto due batteri in ospedale. Il Tribunale di Cosenza ha stabilito che l’infezione non fu curata in tempo e ha disposto un risarcimento da 1,15 milioni di euro.
La famiglia era convinta che il decesso fosse legato esclusivamente al Covid, nel pieno dell’emergenza sanitaria del 2020. Anni dopo, però, il Tribunale civile di Cosenza ha ricostruito una vicenda diversa, attribuendo un ruolo decisivo a un’infezione batterica contratta durante il ricovero all’ospedale Santa Barbara di Rogliano.
L’uomo era stato ricoverato il 20 dicembre 2020 per una forma severa di Covid accompagnata da polmonite. Durante la permanenza nel reparto di rianimazione avrebbe contratto due batteri considerati particolarmente aggressivi in ambito sanitario, la Klebsiella Pneumoniae e l’Acinetobacter Baumanii.
Secondo quanto emerso nel procedimento civile, il paziente fu trasferito alla fine di dicembre al policlinico di Germaneto, dove i medici individuarono finalmente l’infezione e avviarono una terapia specifica. Per i giudici, però, quell’intervento arrivò troppo tardi.
Il 18 gennaio 2021 l’uomo morì per insufficienza cardio-respiratoria senza uscire dalla terapia intensiva. Nella sentenza il tribunale sostiene che una diagnosi tempestiva dell’infezione avrebbe garantito concrete possibilità di sopravvivenza.
I magistrati hanno inoltre rilevato che nelle cartelle cliniche non risultavano annotate le misure adottate per prevenire il rischio di infezioni ospedaliere, definito prevedibile soprattutto in pazienti fragili e ricoverati in rianimazione.
Per questo motivo la struttura sanitaria è stata condannata a versare ai familiari un risarcimento complessivo di un milione e 150mila euro.
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