Serie A e Sei Nazioni, a processo il presunto bagarino digitale degli abbonamenti falsi

Truffa sui biglietti di Serie A e Sei Nazioni, un 40enne avrebbe usato identità false per acquistare quasi 100 abbonamenti poi rivenduti online a prezzi maggiorati. L’inchiesta della Guardia di Finanza è arrivata fino al processo a Roma.

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Avrebbe acquistato centinaia di tagliandi per le partite più richieste del momento usando nomi inventati oppure dati personali sottratti a cittadini inconsapevoli. Un quarantenne napoletano è finito a giudizio a Roma con le accuse di sostituzione di persona e contraffazione dopo un’indagine della Guardia di Finanza sul mercato parallelo dei biglietti sportivi.

Secondo gli investigatori, il sistema permetteva di comprare regolarmente gli ingressi tramite il proprio conto, intestandoli però a identità inesistenti o a persone estranee ai fatti. I biglietti venivano poi rimessi in vendita sulle piattaforme di secondary ticketing con prezzi molto più alti rispetto a quelli ufficiali.

Il meccanismo avrebbe creato problemi anche agli acquirenti finali. I tagliandi rivenduti online, infatti, non potevano essere modificati con il cambio nominativo perché associati a dati falsi fin dall’acquisto. In diversi casi chi comprava il titolo rischiava quindi di non poter entrare allo stadio.

Tra gli episodi contestati compaiono i biglietti agevolati per alcune partite molto richieste disputate allo stadio Olimpico, tra cui Roma-Atalanta di campionato e la sfida europea tra Roma e Milan giocata nella primavera del 2024.

L’inchiesta si è concentrata anche sul torneo di rugby Sei Nazioni. Il quarantenne avrebbe acquistato diciassette ingressi per le gare dell’Italia contro Scozia e Inghilterra sfruttando le riduzioni destinate agli Under 18. Per ottenere il prezzo scontato sarebbero stati creati profili completamente inventati.

La parte più ampia della presunta frode riguarda però gli abbonamenti stagionali della Serie A. Tra maggio e luglio del 2024 sarebbero stati acquistati novantasei abbonamenti intestati con generalità false o usando documenti appartenenti ad altre persone.

Nel dettaglio, secondo gli atti dell’indagine, risultano coinvolti trentasette abbonamenti della Roma, trenta dell’Inter, diciotto del Milan e undici della Fiorentina. Per completare le procedure sarebbero state utilizzate copie dei documenti di identità di trentadue persone inconsapevoli.

Il procedimento si aprirà nelle aule di piazzale Clodio a Roma. Tra le parti offese compare anche la Federcalcio, mentre gli investigatori continuano ad analizzare il sistema utilizzato per aggirare i controlli digitali previsti dalle società sportive.

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