Novak Djokovic al Roland Garros, preparazione complicata e dubbi fisici prima della sfida a Sinner
Djokovic arriva al Roland Garros con pochi match sulla terra e problemi fisici alle spalle. Il serbo, che compirà 39 anni questa settimana, ammette una preparazione complicata ma non rinuncia alla corsa allo Slam di Parigi.
Novak Djokovic si presenta al Roland Garros con più interrogativi del solito. Il campione serbo, vicino ai 39 anni, affronta il torneo parigino dopo settimane segnate da problemi fisici e da una preparazione ridotta sulla terra battuta.
Nel 2026 ha disputato soltanto tre tornei e l’unica partita giocata sul rosso si è conclusa con la sconfitta contro il croato Dino Prizmic agli Internazionali d’Italia. Prima di Roma, Djokovic aveva rinunciato agli appuntamenti di Miami, Monte Carlo e Madrid per un infortunio alla spalla, mostrato anche con una fasciatura durante la breve esperienza italiana.
Il serbo non ha nascosto le difficoltà vissute nelle ultime settimane. Ha spiegato di non aver potuto preparare il torneo come avrebbe voluto e di convivere ormai con acciacchi continui. “Non è una preparazione ideale”, ha ammesso il numero tre del seeding parigino, spiegando che negli ultimi anni si è spesso trovato ad arrivare agli Slam con problemi fisici o di salute.
Djokovic ha parlato apertamente di una situazione diversa rispetto al passato. Il suo corpo, dopo anni trascorsi ai massimi livelli, richiede attenzioni particolari e limita la continuità negli allenamenti. “È frustrante”, ha dichiarato il campione serbo, precisando però di voler continuare comunque a competere ai massimi livelli.
Nonostante le difficoltà, il curriculum di Djokovic a Parigi resta impressionante. Ha conquistato tre volte il torneo francese e dal 2009 non è mai uscito prima dei quarti di finale. L’assenza di Carlos Alcaraz, due volte campione in carica, potrebbe inoltre modificare gli equilibri del tabellone.
Djokovic sa però che la terra battuta richiede uno sforzo fisico continuo e che il margine rispetto ai rivali più giovani si è ridotto. Il serbo ha riconosciuto di non sentirsi ancora al livello necessario per affrontare due settimane di altissima intensità senza cali.
Negli ultimi Slam, infatti, le partite sono diventate più pesanti da gestire. Match che in passato sembravano sotto controllo ora richiedono continuità assoluta dal primo all’ultimo punto. Djokovic continua ad allenarsi intensamente, ma ammette che il rendimento in campo resta difficile da prevedere.
Tra i motivi che lo rendono ancora temibile c’è però il precedente contro Jannik Sinner. Il serbo è uno dei pochi giocatori ad aver battuto l’azzurro in questa stagione, interrompendo la sua corsa agli Australian Open con una semifinale vinta in cinque set.
Dopo quel successo, Djokovic aveva risposto alle critiche ricevute negli ultimi anni, parlando di chi lo considerava ormai vicino al ritiro. Secondo il campione serbo, proprio quei dubbi gli hanno dato ulteriore motivazione per continuare a competere.
L’ultimo titolo Slam resta quello conquistato agli US Open 2023 e dopo la finale persa contro Alcaraz in Australia non sono più arrivati trionfi nei Major. Nonostante questo, Djokovic continua a essere uno degli avversari più pericolosi del circuito, soprattutto nei tornei dello Slam.
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