Narges Mohammadi lascia l'ospedale di Teheran, i medici avvertono Il carcere può ucciderla

Narges Mohammadi è stata dimessa dall’ospedale di Teheran dopo giorni di ricovero. I medici chiedono cure continue e stop al carcere, ritenuto incompatibile con le sue condizioni di salute dopo mesi di forte stress psicologico.

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Narges Mohammadi, attivista iraniana e Premio Nobel per la Pace 2023, è stata dimessa dall’ospedale di Teheran dove era ricoverata da una settimana. A comunicarlo è stata la Narges Foundation, che ha spiegato come la dissidente dovrà affrontare nei prossimi mesi un lungo percorso di cure e riabilitazione.

Secondo quanto riferito dalla fondazione, la 54enne dovrà sottoporsi a controlli medici periodici e a sedute quotidiane di fisioterapia. I medici che la seguono, tra cui specialisti in cardiologia e neurologia, hanno indicato la necessità di un monitoraggio costante e di trattamenti specialistici continuativi.

Lo staff sanitario ha inoltre raccomandato che Mohammadi resti per almeno otto mesi in un ambiente tranquillo, lontano da fonti di pressione e stress. Le sue condizioni, spiegano i medici, sarebbero aggravate da una forte esposizione prolungata a tensione psicologica, ansia cronica e condizioni ambientali pesanti.

L’attivista era detenuta nel carcere di Zanjan dopo l’arresto avvenuto lo scorso dicembre. Dal primo al 10 maggio era stata ricoverata nella città dove si trova la prigione, prima del trasferimento in ambulanza a Teheran dopo la sospensione temporanea della pena. Nella capitale iraniana è rimasta ricoverata fino al 17 maggio.

I medici hanno escluso un ritorno in carcere, ritenendolo incompatibile con il suo stato di salute. La fondazione che porta il suo nome ha chiesto la liberazione immediata di tutti i prigionieri politici iraniani e l’annullamento delle accuse ancora aperte nei confronti dell’attivista.

Kiana Rahmani, figlia di Mohammadi e co-presidente della fondazione, ha dichiarato da Parigi che un eventuale ritorno in prigione rappresenterebbe per la madre “una condanna a morte”. La giovane vive in Francia insieme al fratello Ali e non vede la madre da oltre dieci anni.

Nel 2023 Mohammadi aveva ricevuto il Premio Nobel per la Pace mentre si trovava già detenuta. Il comitato norvegese le aveva assegnato il riconoscimento per la sua battaglia contro la repressione delle donne in Iran e per l’impegno nella difesa dei diritti umani e delle libertà civili.

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