Cate Blanchett a Cannes, tra famiglia e cinema racconta perché rifiuta l'Intelligenza Artificiale

Cate Blanchett racconta a Cannes come sceglie i film tra famiglia e teatro, mentre prende le distanze dall’Intelligenza Artificiale. L’attrice australiana preferisce libri e passeggiate alla tecnologia applicata alla creatività.

Cate Blanchett
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Cate Blanchett si è presentata al Festival di Cannes con il tono diretto di chi continua a vivere il cinema come una ricerca personale. Durante l’incontro con il pubblico della rassegna francese, in programma fino al 23 maggio, l’attrice australiana ha parlato del proprio metodo di lavoro, dei ruoli affrontati negli anni e del rapporto con la tecnologia.

Nel ricordare la presidenza della giuria del festival nel 2018, ha spiegato di essersi confrontata con Guillermo Del Toro prima di accettare quell’esperienza. In un altro momento della conversazione ha raccontato anche il consiglio ricevuto da Penelope Cruz durante la preparazione di “Blue Jasmine”, il film diretto da Woody Allen che le ha portato il secondo Oscar dopo “The Aviator” di Martin Scorsese.

L’attrice ha spiegato che Cruz le suggerì di sfruttare l’accento per sentirsi più libera sul set e ridurre la pressione di dover chiudere le scene in un’unica ripresa. Una scelta che, a suo dire, si rivelò utile durante le riprese.

Blanchett ha descritto questo periodo della sua vita come particolarmente intenso sul piano creativo. Ha raccontato di avere molta energia e di stare imparando soltanto ora a gestirla in modo più equilibrato. Fuori dal lavoro, però, la sua quotidianità resta piena di impegni. Tra i quattro figli e il giardino di casa, l’attrice ha detto di scegliere con molta attenzione i progetti a cui partecipare, valutando soprattutto il modo in cui le storie vengono raccontate.

La formazione teatrale continua a influenzare il suo approccio ai personaggi. Blanchett ha ricordato il passaggio dal set di “Elizabeth” a quello di “Io non sono qui”, dove interpretava Bob Dylan. Dopo il forte dimagrimento richiesto dal ruolo precedente, racconta di aver avuto un momento di panico per paura di non essere pronta. A tranquillizzarla fu il metodo del regista Todd Haynes, solito creare playlist dedicate ai personaggi per aiutare gli attori a entrare nell’atmosfera del film.

Nel corso della carriera ha interpretato figure molto diverse tra loro, dalla regina elfica Galadriel nella trilogia de “Il Signore degli Anelli” alla protagonista di “Tàr”, passando per “Ocean’s 8” e la matrigna di “Cenerentola”. Eppure, ha ammesso con ironia, dopo ogni lavoro tende a dimenticare rapidamente ciò che ha imparato per prepararsi ai ruoli, dal tip tap al violoncello.

Durante l’incontro a Cannes è tornata anche sul tema della parità di genere nel cinema. Blanchett, che negli anni del movimento MeToo aveva partecipato alle manifestazioni sulla Croisette insieme ad altre figure del cinema internazionale, sostiene che la situazione per le donne nel settore sia ancora lontana dall’essere risolta.

Sull’Intelligenza Artificiale, invece, la posizione dell’attrice è netta. Pur riconoscendo che si tratti di uno strumento potente, ha criticato la mancanza di regole chiare, soprattutto sul tema del consenso. Nella vita personale, ha aggiunto, preferisce tenersi lontana da queste tecnologie. Quando può, sceglie un libro o una passeggiata.

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