Calenda contro il no al riarmo del Papa, L'Europa senza difesa dipende dagli Stati Uniti

Calenda critica il no al riarmo del Papa e rilancia il nucleare, chiedendo più difesa europea e un confronto con il governo Meloni sulle strategie industriali ed energetiche del Paese.

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Carlo Calenda prende le distanze dalla posizione del Papa sul riarmo europeo e torna a chiedere un rafforzamento della difesa comune. Il leader di Azione, intervenuto durante il Capri Talks organizzato da Spin Factor, ha spiegato di non condividere l’approccio pacifista del Pontefice perché, a suo giudizio, l’Europa oggi non sarebbe in grado di reagire autonomamente a un eventuale attacco militare.

Rispondendo alle domande del direttore di Adnkronos Davide Desario, Calenda ha citato l’ipotesi di un’aggressione russa ai Paesi baltici, sostenendo che senza il supporto degli Stati Uniti i Paesi europei non avrebbero strumenti adeguati per intervenire rapidamente. Secondo il leader di Azione, il Papa svolge il proprio ruolo lanciando appelli alla pace, ma questo non elimina il problema della sicurezza militare del continente.

Nel corso dell’incontro, Calenda ha affrontato anche il rapporto con il governo guidato da Giorgia Meloni. Ha spiegato che Azione ha avanzato più volte proposte all’esecutivo, ritenendo che l’opposizione debba contribuire sulle questioni strategiche per il Paese. Tra i temi indicati dal senatore ci sono la politica industriale e quella energetica, considerate decisive in una fase internazionale definita “molto difficile”.

Il leader di Azione ha poi rilanciato il tema del nucleare di terza generazione, accusando la politica di rallentare il decreto dedicato al settore per timore di possibili referendum. Secondo Calenda, il ritorno all’energia nucleare sarebbe necessario per garantire competitività economica e maggiore autonomia energetica all’Italia.

Sul fronte delle possibili alleanze politiche, Calenda ha ribadito di non avere preclusioni personali, ma ha chiarito che ogni accordo dipende dai contenuti. Ha escluso convergenze su misure come il superbonus, il reddito di cittadinanza e alcune politiche legate al Green Deal europeo, sostenendo che il nodo centrale non sia il nome del futuro premier ma il programma di governo.

Durante il confronto è stato affrontato anche quanto accaduto a Modena. Calenda ha invitato alla prudenza in attesa di chiarire se si tratti del gesto di una persona con disturbi mentali oppure di un episodio legato al terrorismo e alla radicalizzazione. In ogni caso, secondo il leader di Azione, ogni episodio di questo tipo mette in evidenza falle nei sistemi di prevenzione e controllo.

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