Nato senza Stati Uniti l'Europa accelera sul piano di difesa autonoma

Donald Trump minaccia il ritiro dalla Nato e l’Europa accelera su un piano alternativo per garantire la difesa autonoma. I governi lavorano a una strategia che rafforza comando, risorse militari e cooperazione interna.

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Nato senza Stati Uniti l'Europa accelera sul piano di difesa autonoma

I Paesi europei stanno mettendo a punto un piano per mantenere operativa la Nato anche in caso di riduzione o ritiro del supporto statunitense. L’obiettivo è assicurare continuità nelle operazioni militari e capacità di deterrenza, soprattutto nei confronti della Russia, utilizzando le strutture già esistenti dell’Alleanza.

L’iniziativa nasce da una crescente diffidenza verso la linea politica di Donald Trump, che ha più volte minacciato di ridurre l’impegno americano. Negli ultimi mesi, incontri informali tra funzionari e militari hanno portato a una prima bozza operativa che punta a rafforzare il ruolo degli europei nei centri decisionali e nelle catene di comando.

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Il progetto non prevede la creazione di un’organizzazione alternativa, ma un rafforzamento interno della Nato con maggiore peso europeo. In questo quadro, si lavora per integrare le risorse militari degli Stati membri e ridurre la dipendenza da Washington, soprattutto nei settori più critici.

Un passaggio decisivo è arrivato dalla Germania, che per anni aveva evitato di mettere in discussione il ruolo centrale degli Stati Uniti. Con il cancelliere Friedrich Merz, Berlino ha cambiato posizione, aprendo a una maggiore autonomia strategica europea e favorendo un accordo più ampio con Francia, Regno Unito, Polonia e Paesi nordici.

La revisione coinvolge aspetti concreti come le difese aeree e missilistiche, le infrastrutture logistiche e i corridoi di rinforzo verso l’Europa orientale. Tra le ipotesi allo studio c’è anche il ritorno alla leva militare in alcuni Stati, per aumentare rapidamente la capacità operativa.

Parallelamente, i governi europei vogliono accelerare la produzione di armamenti in settori dove il divario con gli Stati Uniti resta ampio. Tra questi figurano la guerra sottomarina, i sistemi spaziali, il rifornimento in volo e la mobilità aerea. Un primo segnale è arrivato con il progetto congiunto tra Germania e Regno Unito per nuovi missili da crociera e armi ipersoniche.

La trasformazione è già visibile anche nella struttura dell’Alleanza. Sempre più incarichi di comando vengono affidati a ufficiali europei e diverse esercitazioni recenti sono state guidate da forze del continente, soprattutto nelle aree settentrionali a ridosso della Russia.

Resta però un nodo difficile da sciogliere: la dipendenza dai sistemi di intelligence e dalla capacità nucleare statunitense. Francia e Regno Unito sono chiamati a rafforzare il proprio ruolo, mentre Parigi ha avviato contatti con Berlino per estendere la protezione del proprio arsenale nucleare ad altri partner europei.

Il piano europeo si sviluppa mentre negli Stati Uniti cresce il dibattito sul ruolo internazionale del Paese. Anche senza un’uscita formale dalla Nato, il presidente americano potrebbe ridurre truppe e risorse in Europa, spingendo gli alleati a colmare rapidamente il vuoto operativo.