Harvey Weinstein, processo annullato a New York dopo il mancato accordo della giuria
Harvey Weinstein evita il verdetto a New York perché la giuria non ha trovato un accordo sull’accusa di stupro. Il giudice ha annullato il processo dopo tre giorni di camera di consiglio e ora i procuratori valutano un nuovo procedimento.
Nuova svolta giudiziaria per Harvey Weinstein negli Stati Uniti. Il tribunale di New York ha dichiarato nullo il procedimento per stupro contro l’ex produttore cinematografico dopo che i giurati non sono riusciti a raggiungere un verdetto condiviso sull’accusa di stupro di terzo grado.
Dopo tre giorni di deliberazioni senza una decisione unanime, il giudice Curtis Farber ha proclamato il “mistrial”, formula utilizzata nei casi in cui il processo viene interrotto per l’impossibilità della giuria di esprimersi in modo definitivo. La procura avrà ora 30 giorni per stabilire se avviare un nuovo procedimento.
Il caso riguardava le accuse di Jessica Mann, che sostiene di essere stata violentata da Weinstein nel marzo 2013 in un hotel di Manhattan. Durante il dibattimento la donna ha ripercorso in aula la propria versione dei fatti, già illustrata nei precedenti processi legati all’ex produttore hollywoodiano.
La difesa ha invece insistito sulla natura consensuale del rapporto tra i due. Gli avvocati di Weinstein hanno presentato in tribunale alcuni messaggi inviati da Mann dopo gli episodi contestati, nei quali comparivano espressioni affettuose e ringraziamenti rivolti all’ex produttore.
Weinstein, che oggi ha 74 anni, è detenuto dal 2020 dopo la prima condanna per stupro pronunciata a New York, processo che contribuì alla diffusione mondiale del movimento #MeToo. Lo scorso anno è stato inoltre riconosciuto colpevole di aggressione sessuale ai danni di Miriam Haley, dopo che la Corte d’Appello aveva annullato il primo verdetto per questioni procedurali.
Per quel procedimento l’ex produttore rischia fino a 25 anni di carcere. A questa pena si aggiungono i 16 anni inflitti nel 2023 a Los Angeles per un’altra condanna legata a uno stupro denunciato da una ex modella russa. Anche quella sentenza è attualmente oggetto di appello.
Dopo la decisione del tribunale di New York, Jessica Mann ha diffuso una dichiarazione pubblica nella quale ha ribadito di aver sempre detto la verità. La donna ha spiegato di aver affrontato anni di esposizione mediatica e interrogatori molto duri durante i vari procedimenti.
Anche il team legale di Weinstein ha commentato l’esito del processo, sostenendo che il mancato accordo della giuria dimostrerebbe l’esistenza di dubbi rilevanti sulle accuse. I difensori dell’ex produttore continuano inoltre a contestare il clima mediatico che, a loro giudizio, avrebbe influenzato l’opinione pubblica contro il loro assistito.
Nel precedente processo celebrato a New York, Weinstein era stato assolto dall’accusa presentata da Kaja Sokola. Restano invece valide le condanne pronunciate in California, dove i suoi avvocati sostengono che alcune prove utili alla difesa sarebbero state escluse durante il dibattimento.
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