Andrea Sempio e il caso Garlasco, sei perizie della difesa contro impronte e accuse dei pm
Andrea Sempio prepara sei consulenze tecniche per contestare le prove sul delitto di Garlasco. L’indagato ha affrontato test psicologici a Roma mentre la difesa lavora su impronte, sangue e ricostruzione dei fatti.
Andrea Sempio ha trascorso tre giorni a Roma insieme ai consulenti incaricati dal collegio difensivo che lo assiste nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. Il 38enne, indagato dalla Procura di Pavia, è stato sottoposto a una lunga serie di test psicologici e colloqui registrati con telecamere all’interno del centro diagnostico Genomica, nella zona Tiburtina.
Tra gli esami svolti c’è anche il test MMPI, utilizzato per valutare personalità e profilo psicologico. La consulenza affidata alla psicologa e psicoterapeuta Valentina Marsella punta a contrastare la ricostruzione degli investigatori, secondo cui Sempio avrebbe una particolare predisposizione a mentire. I legali Liborio Cataliotti e Angela Taccia vogliono presentare una lettura diversa del comportamento del loro assistito.
Uno dei punti più delicati dell’indagine riguarda i dialoghi registrati mentre Sempio si trovava da solo in auto. Per gli inquirenti quei monologhi conterrebbero riferimenti compatibili con una confessione indiretta. L’attenzione si concentra soprattutto su alcuni dettagli legati alla vita privata di Chiara Poggi che, secondo l’accusa, Sempio non avrebbe dovuto conoscere.
La difesa respinge questa interpretazione. Secondo l’avvocato Cataliotti, il suo assistito avrebbe semplicemente l’abitudine di ripetere ad alta voce frasi ascoltate in televisione o lette sui giornali, senza alcun collegamento con il delitto.
Accanto alla consulenza psicologica, il pool difensivo sta preparando altre cinque perizie tecniche. Una delle più rilevanti riguarda l’analisi antropometrica sulle impronte delle scarpe trovate sulla scena del crimine. Il consulente Armando Palmegiani sostiene che Sempio calzi il numero 44, misura incompatibile con l’impronta attribuita all’assassino, riconducibile invece a una scarpa Frau numero 42.
Gli avvocati stanno inoltre lavorando a una consulenza informatica, a un accertamento medico-legale in risposta alle valutazioni dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, a un’analisi sulla Bloodstain Pattern Analysis e a una verifica dattiloscopica sull’impronta numero 33.
Quest’ultima traccia è considerata tra gli elementi più importanti dell’accusa. L’impronta venne rilevata sulla parete delle scale vicino al punto in cui fu trovato il corpo di Chiara Poggi. Secondo la Procura apparterrebbe a Sempio e sarebbe stata lasciata con una mano sporca di sangue durante il delitto.
La difesa propone invece una versione differente. I legali sostengono che quella traccia potrebbe risalire a un periodo precedente all’omicidio, quando Sempio frequentava abitualmente la casa insieme a Marco Poggi. Resta inoltre aperta la discussione sulla possibilità di attribuire l’impronta con certezza scientifica.
Le consulenze serviranno anche a definire la linea processuale da seguire nelle prossime fasi dell’inchiesta. I difensori stanno valutando diverse ipotesi, dalla contestazione dell’attribuzione dell’impronta fino alla tesi secondo cui la traccia sarebbe stata lasciata prima dell’omicidio.
Dopo i giorni trascorsi a Roma, Andrea Sempio è rientrato a Milano insieme ai suoi avvocati. All’arrivo ha trovato giornalisti e troupe televisive davanti alla stazione. L’avvocata Angela Taccia ha parlato di forte pressione mediatica e di un assistito provato dalle ultime settimane, trascorse quasi interamente tra casa e incontri con i consulenti.
Da giovedì la difesa ha deciso di interrompere le dichiarazioni pubbliche per concentrarsi sull’analisi degli atti. Tra le scelte ancora da prendere c’è anche quella sull’eventuale interrogatorio di Andrea Sempio prima di una possibile richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Pavia.
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