Papa Leone alla Sapienza, stop al riarmo che toglie risorse a scuola e sanità
Papa Leone critica il riarmo globale e chiede più fondi per scuola e sanità. Alla Sapienza di Roma il Pontefice ha invitato studenti e docenti a contrastare guerre, disuguaglianze e uso bellico dell’intelligenza artificiale.
Papa Leone ha lanciato un duro richiamo contro l’aumento delle spese militari durante il suo intervento all’Università La Sapienza di Roma. Davanti a studenti e docenti, il Pontefice ha criticato il crescente investimento negli armamenti, soprattutto in Europa, sostenendo che non possa essere definita “difesa” una corsa al riarmo che sottrae fondi a istruzione e sanità e alimenta nuove tensioni internazionali.
Nel suo discorso il Papa ha invitato i giovani a diventare “artigiani della pace”, chiedendo un impegno concreto per la convivenza tra i popoli e per la tutela della Terra. Agli studenti ha chiesto di non lasciarsi travolgere dalla rassegnazione e di trasformare inquietudini e paure in partecipazione e responsabilità.
Leone ha parlato anche della condizione delle nuove generazioni, spiegando che il disagio dei giovani pone agli adulti una domanda precisa sul futuro del mondo. Secondo il Pontefice, guerre e linguaggi aggressivi stanno contaminando non solo la politica internazionale ma anche le relazioni sociali quotidiane.
Nel passaggio dedicato alle università, il Papa ha messo in guardia contro la tendenza a semplificare i conflitti creando contrapposizioni e nemici. Ha chiesto agli atenei di custodire la memoria storica del Novecento e di favorire uno studio capace di comprendere la complessità dei problemi contemporanei.
Il Pontefice ha richiamato il principio del “mai più la guerra”, ricordando anche il ripudio dei conflitti armati contenuto nella Costituzione italiana. Per Leone, i giovani devono mantenere viva una visione aperta e non rinchiudersi dentro ideologie o nazionalismi.
Un altro passaggio del discorso ha riguardato le nuove tecnologie applicate ai conflitti. Papa Leone ha citato le guerre in Ucraina, a Gaza, nei territori palestinesi, in Libano e in Iran, denunciando quella che ha definito una spirale di annientamento alimentata anche dall’uso dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie militari.
Davanti agli applausi della platea, il Papa ha chiesto che ricerca scientifica e investimenti economici vengano indirizzati verso la tutela della vita e non verso strumenti di guerra. Ha parlato di un “sì” alla vita innocente, ai giovani e ai popoli che chiedono pace e giustizia.
Rivolgendosi poi ai docenti universitari, Leone ha definito l’insegnamento una forma di carità, al pari dell’aiuto dato a chi vive situazioni di povertà o disperazione. Ha invitato i professori a credere davvero negli studenti e a non limitarsi alla semplice trasmissione di conoscenze.
Secondo il Pontefice, il sapere non deve servire soltanto a costruire una carriera professionale, ma anche a formare coscienze capaci di distinguere il bene dal male e di comprendere il valore della giustizia e del rispetto umano.
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