Unabomber, archiviata l'inchiesta di Trieste e confermata l'estraneità di Elvo Zornitta

Unabomber, il Gip di Trieste archivia l’inchiesta e scagiona definitivamente Elvo Zornitta dopo le nuove analisi sul Dna. Le tracce esaminate appartenevano a due poliziotti e non al responsabile degli attentati.

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Il caso Unabomber torna a chiudersi senza un responsabile identificato. Il giudice per le indagini preliminari di Trieste ha disposto l’archiviazione dell’inchiesta riaperta nel 2022, escludendo ancora una volta qualsiasi coinvolgimento di Elvo Zornitta, l’ingegnere friulano finito per anni al centro delle indagini sugli attentati che tra il 1994 e il 2006 seminarono paura tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.

La nuova attività investigativa era stata avviata dopo la richiesta presentata dal giornalista Marco Maisano insieme a due vittime degli attentati, Francesca Girardi e Greta Momesso. L’obiettivo era sfruttare le moderne tecniche di analisi genetica per riesaminare alcuni reperti conservati dall’epoca delle prime indagini.

Gli accertamenti si sono concentrati su alcune tracce di capelli recuperate sui luoghi degli attentati. La superperizia, però, non ha portato a elementi utili per identificare l’autore delle esplosioni. Gli esami hanno invece stabilito che quei capelli appartenevano a due agenti della polizia giudiziaria, segno di una contaminazione avvenuta durante i rilievi effettuati anni fa. I reperti, di fatto, sono risultati inutilizzabili per attribuire un profilo genetico al dinamitardo.

Uno dei passaggi più rilevanti della vicenda riguarda la scelta di Elvo Zornitta di rinunciare alla prescrizione. L’ingegnere ha voluto che il procedimento arrivasse a una decisione nel merito, evitando che la chiusura dell’inchiesta fosse legata soltanto al trascorrere del tempo. Il suo avvocato Maurizio Paniz ha parlato di una decisione che ristabilisce definitivamente la verità giudiziaria su un uomo coinvolto in un’indagine iniziata nel 2004.

Nel corso degli anni, Zornitta aveva subito accuse poi rivelatesi infondate. A pesare sulla vicenda fu anche il comportamento dell’ispettore di polizia Ezio Zernar, condannato in via definitiva per aver alterato un reperto con l’obiettivo di incastrare l’ingegnere friulano.

Nonostante l’opposizione presentata da una delle persone offese, il Gip ha ritenuto assenti elementi concreti per proseguire con ulteriori indagini. Rimane così senza nome l’autore dei 32 ordigni esplosi nel Nord-Est, spesso nascosti in oggetti di uso comune come ovetti Kinder e confezioni alimentari. Gli attentati provocarono feriti gravi e mutilazioni, colpendo anche bambini e passanti.

Con l’archiviazione decisa dal tribunale di Trieste, la posizione di Zornitta viene definitivamente esclusa dal caso. L’identità di chi terrorizzò il Nord-Est italiano per oltre un decennio resta invece ancora sconosciuta.

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