Alex Marangon e i dubbi sulla morte al rito sciamanico, i genitori accusano: Non si è ucciso

Alex Marangon era andato all’Abbazia di Santa Bona per curare l’asma con pratiche alternative, ma dopo il rito il suo corpo è stato trovato nel Piave con ferite che, secondo l’autopsia, non sarebbero compatibili con una caduta accidentale.

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Alex Marangon aveva raggiunto l’Abbazia di Santa Bona, a Vidor, convinto di poter trovare sollievo ai problemi respiratori attraverso pratiche naturali e incontri guidati da curanderos colombiani. Quel fine settimana, però, si è trasformato in una tragedia che oggi continua a lasciare interrogativi aperti sulla morte del giovane.

Secondo quanto raccontato dai genitori Sabrina e Luca Marangon, il figlio frequentava quel gruppo da tempo ma aveva deciso di allontanarsene. La madre ricorda le ultime parole ricevute prima della partenza, quando Alex le aveva confidato che probabilmente sarebbe stata l’ultima esperienza con quel tipo di incontri.

Dopo la scomparsa del ragazzo, l’abbazia sarebbe rimasta frequentata da persone entrate e uscite liberamente mentre le ricerche erano ancora in corso. I familiari contestano soprattutto il comportamento di chi era presente durante il rito e chiedono chiarezza sulle ore precedenti al ritrovamento del corpo.

I genitori puntano l’attenzione anche sui due curanderos colombiani che avrebbero visto Alex per ultimi. Secondo la famiglia, gli uomini sarebbero stati lasciati andare troppo rapidamente senza approfondimenti adeguati, anche per difficoltà legate alla lingua.

L’autopsia rappresenta uno degli elementi centrali dell’inchiesta. Gli esami avrebbero escluso l’annegamento, dato che nei polmoni di Alex non sarebbe stata trovata acqua. Sul corpo, invece, sarebbero stati rilevati un forte trauma cranico, costole rotte e diversi segni compatibili, secondo i consulenti, con violenze fisiche.

Il padre Luca Marangon ha raccontato di aver visto lividi e ferite sul volto del figlio durante il riconoscimento del cadavere. Per questo motivo la famiglia respinge con forza l’ipotesi del suicidio o della caduta accidentale lungo il Piave.

Gli investigatori continuano a lavorare per ricostruire cosa sia accaduto nelle ultime ore di vita del giovane. Il sospetto avanzato dai familiari è che Alex possa essere stato colpito prima di finire nel fiume.

Sabrina e Luca Marangon chiedono che il caso non venga archiviato come una morte legata all’assunzione di sostanze stupefacenti. La loro battaglia resta concentrata sulla ricerca di responsabilità precise e sulla ricostruzione completa di quella notte.

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