Trump sul Venezuela, proposta del 51esimo Stato Usa e scontro con Delcy Rodriguez
Trump propone il Venezuela come 51esimo Stato Usa e cita il petrolio, ma Delcy Rodriguez respinge l’ipotesi dall’Aja difendendo l’indipendenza del Paese e la sovranità sull’Esequibo.
Donald Trump torna a parlare di espansione degli Stati Uniti e dopo Groenlandia e Canada tira in ballo anche il Venezuela. Durante un’intervista rilasciata a Fox News, il presidente americano ha detto di stare “seriamente considerando” l’idea di trasformare il Paese sudamericano nel 51esimo Stato degli Usa.
Trump ha sostenuto che “il Venezuela ama Trump” e ha richiamato il valore delle risorse energetiche venezuelane, parlando di riserve petrolifere stimate in 40 trilioni di dollari. Le sue dichiarazioni hanno provocato una risposta immediata da parte della leadership venezuelana.
Delcy Rodriguez, diventata presidente ad interim dopo il blitz delle forze speciali statunitensi del 3 gennaio culminato con la cattura di Nicolas Maduro, ha escluso qualsiasi apertura verso Washington. Intervenendo davanti ai giornalisti all’Aja, la leader venezuelana ha dichiarato che il Paese “non ha mai considerato” la possibilità di entrare negli Stati Uniti come nuovo Stato federale.
Rodriguez ha richiamato il tema dell’indipendenza nazionale e della storia venezuelana, spiegando che uomini e donne del Paese restano legati ai propri simboli e ai protagonisti della liberazione nazionale. Secondo la presidente ad interim, un’ipotesi del genere non verrebbe mai presa in esame.
Il viaggio nei Paesi Bassi rappresenta la prima missione internazionale di Rodriguez da quando ha assunto la guida del Venezuela. All’Aja è intervenuta davanti alla Corte Internazionale di Giustizia sulla disputa territoriale con la Guyana per il controllo dell’Esequibo, area strategica ricca di petrolio.
Nel suo intervento, la presidente venezuelana ha ribadito che Caracas non intende affidare a organismi internazionali questioni legate alla sovranità nazionale. Rodriguez ha sostenuto che la controversia con la Guyana possa essere risolta soltanto attraverso negoziati diretti tra i due Paesi e non tramite una sentenza della Corte.
La leader ad interim ha spiegato di essersi presentata all’Aja per “mostrare al mondo” quelli che Caracas considera i propri diritti storici sul territorio conteso. Ha poi precisato che la presenza venezuelana davanti alla Corte non implica alcun riconoscimento della giurisdizione internazionale sulla disputa dell’Esequibo.
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