Festa della mamma, dalle origini negli Stati Uniti alle tradizioni celebrate nel mondo
Oggi si celebra la Festa della mamma, nata negli Stati Uniti dopo la Guerra civile grazie all’impegno di Ann Reeves Jarvis. La ricorrenza si è diffusa nel mondo assumendo date e tradizioni diverse da Paese a Paese.
La Festa della mamma cade oggi, domenica 10 maggio, seguendo la tradizione che in molti Paesi la colloca nella seconda domenica del mese. Dietro questa ricorrenza c’è una storia che parte dagli Stati Uniti dell’Ottocento e attraversa guerre, iniziative sociali e cambiamenti culturali.
Negli anni della Guerra civile americana, Ann Reeves Jarvis vive nella regione degli Appalachi e organizza gruppi femminili dedicati all’assistenza sanitaria delle comunità locali. I Mothers’ day work clubs aiutano famiglie e soldati feriti senza distinzione tra esercito del Nord e Confederazione del Sud. L’iniziativa nasce anche dal dramma personale della donna, che perde diversi figli a causa di malattie infettive diffuse in quel periodo.
Dopo la fine del conflitto, nel 1868, Ann Reeves Jarvis promuove il Mother’s friendship day, una giornata pensata per favorire l’incontro tra famiglie rimaste divise dalla guerra. Ex soldati e civili tornano a confrontarsi nello stesso luogo nel tentativo di ricostruire rapporti spezzati dal conflitto.
Negli stessi anni si muove anche Julia Ward Howe, autrice del celebre “Battle Hymn of the Republic”. Nel 1870 pubblica la Mother’s Day Proclamation, un appello rivolto alle donne contro la guerra e a favore della pace. A Boston organizza incontri e giornate dedicate al ruolo sociale delle madri, contribuendo a diffondere l’idea di una ricorrenza dedicata alla maternità.
La svolta arriva nel Novecento con Anna Jarvis, figlia di Ann. Dopo la morte della madre, avvenuta nel 1905, Anna avvia una lunga campagna per ottenere una giornata ufficiale dedicata alle mamme. Scrive lettere, coinvolge associazioni e organizza eventi pubblici. La prima celebrazione ufficiale si tiene nel 1908 a Grafton, in Virginia Occidentale, e a Philadelphia.
Nel 1914 il presidente americano Woodrow Wilson rende ufficiale la ricorrenza firmando la legge che istituisce la Festa della mamma nazionale nella seconda domenica di maggio. Negli anni successivi la giornata diventa sempre più popolare e cresce anche il lato commerciale legato a regali, biglietti e campagne pubblicitarie.
Anna Jarvis critica apertamente questa trasformazione. Per lei la festa avrebbe dovuto mantenere un carattere personale e familiare, fatto di lettere scritte a mano e piccoli gesti. Difende persino l’uso dell’apostrofo in “Mother’s Day”, insistendo sul singolare per indicare il rapporto con la propria madre.
In Italia la storia segue un percorso diverso. Durante il fascismo viene istituita nel 1933 la Giornata della madre e del fanciullo, celebrata il 24 dicembre e legata alla politica natalista del regime. La versione moderna della festa nasce invece negli anni Cinquanta grazie a iniziative sviluppate tra Assisi e la Liguria.
Dal 1959 la ricorrenza si diffonde stabilmente in tutta Italia. All’inizio viene celebrata l’8 maggio, poi si adotta la seconda domenica del mese, in linea con il calendario statunitense. Il mese di maggio richiama anche la tradizione cattolica dedicata alla Madonna e il periodo primaverile associato ai fiori.
Molti Paesi seguono la stessa data scelta da Italia e Stati Uniti, tra cui Brasile, Canada, Giappone, Australia e India. Nel Regno Unito, invece, la Mothering Sunday cade durante la Quaresima e nasce dall’antica usanza di tornare nella chiesa d’origine, occasione che coincideva spesso con il ricongiungimento familiare.
In Messico la festa si celebra ogni 10 maggio ed è una delle ricorrenze più sentite dell’anno, con musica popolare, pranzi e celebrazioni nelle strade. In Thailandia coincide con il compleanno della regina Sirikit, mentre nei Paesi arabi come Egitto, Libano e Siria cade il 21 marzo, giorno dell’equinozio di primavera.
In Norvegia la Festa della mamma viene celebrata a febbraio, mentre in Indonesia il 22 dicembre ricorda anche il primo Congresso delle donne del 1928. In diversi Paesi il fiore simbolo resta il garofano, rosa o rosso per chi festeggia la madre ancora in vita, bianco per chi la ricorda.
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