Andrea Sempio, nei file del pc ricerche su serial killer e delitto di Garlasco

Andrea Sempio effettuò test online su serial killer e psicopatia mentre seguiva il caso Poggi. Nei file sequestrati dai carabinieri compaiono ricerche su omicidi, autopsie e predatori sessuali risalenti agli anni successivi al delitto di Garlasco.

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La sera del 13 luglio 2014 Andrea Sempio digitò su Google la frase “test psicologico killer”. È uno degli elementi contenuti nell’informativa dei carabinieri del nucleo investigativo di Milano trasmessa alla Procura di Pavia nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi.

Dalla copia forense di un hard disk sequestrato il 14 maggio 2025 emergono diverse attività online attribuite al 38enne, oggi indagato per omicidio volontario aggravato. Dopo quella ricerca, secondo gli investigatori, Sempio visitò alcune pagine dedicate ai serial killer e ai test sulla psicopatia, tra cui “Il test del serial killer: i risultati” e “Scopri il serial killer che è in te: quanto sei psicopatico da uno a dieci?”.

L’hard disk analizzato conteneva la memoria interna di un vecchio computer utilizzato tra il 2010 e il 2019. Durante le perquisizioni, però, i militari non avrebbero trovato computer o tablet nella disponibilità dell’indagato o dei familiari. Una circostanza definita “assolutamente singolare” nelle annotazioni investigative, anche se ritenuta compatibile con il tempo trascorso dalla notifica dell’avviso di garanzia.

Nei file esaminati compaiono anche numerose ricerche sul delitto di Garlasco e su Alberto Stasi. Gli investigatori collocano un aumento dell’interesse di Sempio verso il caso a partire dal settembre 2014, con particolare attenzione agli approfondimenti sul Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi, elemento che negli anni successivi avrebbe riportato il suo nome al centro delle indagini.

L’informativa dei carabinieri riporta inoltre consultazioni online riguardanti satanismo, omicidi, violenza sulle donne, predatori sessuali, decapitazioni, esami autoptici e fenomeni legati alla decomposizione dei cadaveri. Secondo gli investigatori, queste ricerche mostrerebbero un interesse costante verso contenuti violenti e criminali.

Tra i documenti recuperati compare anche un file Word intitolato Genesi dell’aggressione predatoria, indicato dagli investigatori come un ulteriore elemento legato all’interesse dell’indagato per il tema dei predatori sessuali.

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