Delitto di Garlasco, la famiglia Poggi accusa i carabinieri e denuncia intercettazioni sui parenti
La famiglia Poggi accusa i carabinieri di aver operato in un clima poco trasparente nelle nuove indagini sul delitto di Garlasco. I parenti di Chiara parlano anche di intercettazioni e attacchi continui dopo la condanna definitiva di Alberto Stasi.
La famiglia di Chiara Poggi torna a intervenire pubblicamente sul caso dell’omicidio avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. Attraverso una nota diffusa dagli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, i parenti della giovane contestano il lavoro svolto dai carabinieri impegnati nelle nuove attività investigative e parlano di un clima segnato da elementi poco chiari.
Secondo quanto riferito dai legali, i familiari della vittima avrebbero evitato finora dichiarazioni pubbliche per rispetto delle istituzioni, preferendo concentrarsi sugli elementi emersi nel processo che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi. Nella nota viene però sostenuto che le indagini condotte dai militari della stazione Milano Moscova sarebbero state influenzate da “contesti poco trasparenti” e da rapporti impropri con ambienti giornalistici.
Gli avvocati spiegano inoltre che la famiglia Poggi avrebbe scelto di confrontarsi formalmente con la Procura Generale di Milano sugli aspetti ritenuti più delicati dell’inchiesta. Le critiche arrivano mentre l’attenzione investigativa si concentra anche sulla posizione di Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, indicato in questa nuova fase delle indagini come possibile coinvolto nel delitto.
Nella comunicazione diffusa dai legali viene affrontato anche il tema delle intercettazioni. La famiglia sostiene di aver appreso che la Procura di Pavia avrebbe disposto attività di captazione nei confronti dei parenti della vittima. Una decisione che Giuseppe, Rita e Marco Poggi contestano apertamente, ribadendo di credere nella sentenza definitiva che ha riconosciuto colpevole Alberto Stasi e di non ritenere credibile il coinvolgimento di Andrea Sempio.
I legali criticano anche la diffusione di contenuti legati alle intercettazioni, definita incompatibile con le norme previste dal codice penale. Nel comunicato si parla di divulgazioni ritenute improprie e lesive nei confronti della famiglia.
La nota si chiude con un riferimento alle “continue aggressioni” subite dai parenti della vittima nell’ultimo anno. Nonostante l’amarezza per gli sviluppi recenti, la famiglia Poggi afferma di voler mantenere un atteggiamento rispettoso delle istituzioni e del lavoro della magistratura, ribadendo che gli accertamenti devono svolgersi esclusivamente nelle sedi giudiziarie previste dalla legge.
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