Putin e la parata del 9 maggio, la guerra in Ucraina incrina l'immagine del leader russo

Putin celebra il 9 maggio mentre la guerra in Ucraina continua e i droni colpiscono Mosca, mettendo sotto pressione il Cremlino. Le misure di sicurezza hanno ridotto la parata e aumentato le tensioni interne.

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Il tradizionale Giorno della Vittoria del 9 maggio arriva per la Russia in un clima molto diverso rispetto agli anni passati. Vladimir Putin si presenta alla parata di Mosca mentre il conflitto in Ucraina, iniziato nel febbraio 2022, prosegue senza risultati decisivi e con crescenti difficoltà interne per il Cremlino.

Per la leadership russa la ricorrenza che celebra la vittoria sovietica contro la Germania nazista rappresenta da anni uno dei momenti centrali della propaganda nazionale. Stavolta però il simbolo del trionfo militare si intreccia con una guerra che ha ormai superato, in durata, il conflitto combattuto dall’Unione Sovietica tra il 1941 e il 1945.

Le autorità russe hanno rafforzato le misure di sicurezza dopo i continui attacchi ucraini con droni e missili contro il territorio della Federazione. Anche Mosca è stata coinvolta negli allarmi e il Cremlino ha chiesto una tregua temporanea durante le celebrazioni. Gli organizzatori hanno ridotto il programma della parata eliminando parte dei mezzi blindati e la sfilata dei cadetti militari.

Nella capitale sono previste anche limitazioni alla rete mobile e ai collegamenti Internet. Le restrizioni adottate dai servizi di sicurezza hanno alimentato tensioni e sospetti dentro il Paese, dove cresce il malcontento per una guerra sempre più lunga e costosa.

Secondo diverse analisi internazionali, la Russia deve fare i conti con perdite molto elevate, difficoltà economiche e una popolazione esposta sempre più spesso agli attacchi provenienti dall’Ucraina. Le operazioni di Kiev hanno colpito raffinerie, impianti petroliferi e infrastrutture militari in aree considerate fino a poco tempo fa lontane dal fronte.

In un primo momento gli attacchi avevano rafforzato il sentimento patriottico attorno al governo russo. Col passare dei mesi, però, la capacità dei droni ucraini di raggiungere obiettivi interni ha iniziato a incrinare l’immagine di Putin come garante della sicurezza nazionale.

L’ex autore dei discorsi presidenziali Abbas Gallyamov, oggi vicino all’opposizione russa all’estero, sostiene che il culto costruito dal Cremlino attorno alla memoria della Seconda guerra mondiale stia producendo un effetto opposto rispetto a quello desiderato. Anche figure apertamente favorevoli alla guerra hanno iniziato a criticare pubblicamente l’andamento delle operazioni militari.

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov continua a parlare di sostegno compatto attorno al presidente, ma nel Paese si percepisce un clima diverso rispetto alla fine del 2025, quando parte dell’élite russa sperava ancora in una trattativa favorevole con Kiev.

Secondo Alexander Baunov del Carnegie Russia Eurasia Center, Putin non viene più percepito come una figura invulnerabile capace di proteggere il Paese da qualsiasi minaccia. Una valutazione condivisa anche dall’analista tedesco Nico Lange, secondo cui il presidente russo eviterebbe volentieri un evento pubblico così esposto, ma non può rinunciare a una celebrazione che ha assunto un valore quasi sacrale nella politica russa.

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